25.08.2019 – I presidenti Steinmeier e Mattarella a Fivizzano per l’eccidio nazista del ’44

0

Di Vasco Ferretti – Dopo il ministro degli esteri Enzo Moavero, andato il 12 agosto scorso a Sant’Anna per ricordare le vittime dell’eccidio nazista del 1944, il prossimo 25 agosto saranno due presidenti della Repubblica, il nostro Sergio Mattarella e quello della Germania Frank-Walter Steinmeier, a recarsi a Fivizzano per onorare le 174 vittime che dal 24 al 26 agosto di 75 anni fa, nel corso di una azione antipartigiana, caddero nella zona di Vinca sotto il piombo del 16mo reparto esplorante del Waffen-SS Panzergrenadier, comandato dal maggiore Walter Reder, assieme a militi delle Brigate Nere di Massa.

Secondo la ricostruzione della vicenda,  resa dallo stesso Reder durante il processo a suo carico, vennero anche dati alle fiamme diciassette centri abitati nella zona di Monte Sangro, distrutte diverse decine di casolari isolati e fatti un centinaio di prigionieri rastrellati  tra i civili della zona.

Nell’eccidio persero la vita 26 bambini di età inferiore ai 14 anni, 37 giovani sotto quella di 30 anni, fra i quali il parroco don Luigi Janni, 57 donne e 54 uomini sopra i 30 anni di età.

L’eccidio del 24 agosto a Vinca e dintorni era stato preceduto una settimana prima, sempre sul territorio del Comune di Fivizzano, dalla strage di Valla e San Terenzo Monti ad opera dello stesso 16mo Aufklärungs-Abteilung comandato anch’esso dal maggiore Walter Reder.

La rappresaglia era scattata a seguito dell’attacco di una squadra di partigiani contro un battaglione tedesco che stava facendo razzie nel paese di Bardine San Terenzo, assalto che aveva lasciato sul terreno sedici militari delle Waffen-SS. Nella ritorsione caddero 53 ostaggi di Valdicastello impiccati con fil di ferro. Nel paese di Valla le vittime furono 109 (il più anziano aveva 77 anni, la più giovane appena un anno). I partigiani uccisi furono 36, decine le abitazioni fatte esplodere o date alle fiamme.

Al Comune di Fivizzano, che ora sarà visitato dai due Presidenti della Repubblica, a suo tempo è stato assegnato il riconoscimento di “Medaglia d’argento al Valor Militare” per aver avuto, dal settembre 1943 alla fine dell’occupazione tedesca, case distrutte, incendi, saccheggi e feroci rappresaglie che nell’insieme dei rastrellamenti provocarono 401 vittime innocenti.

 

Perché alle vittime degli eccidi continua ad esser negato ogni risarcimento.

Oggi, al di là dei processi e delle sentenze di condanna – come quella inflitta a Walter Reder e al generale Simon, mentre negli altri casi sono state emesse con i colpevoli in contumacia – il problema che resta aperto da settant’anni a questa parte è quello dei risarcimenti per i superstiti e i famigliari delle vittime dei tanti eccidi operati nel nostro paese dall’esercito tedesco durante l’occupazione militare del periodo 1943-45.

Vi ostano, infatti, ancora due ordini di difficoltà. Il primo deriva dal fatto che l’Italia, firmando il trattato di pace del 1947, rinunciava ad ogni pretesa nei confronti della Germania.

Successivamente con l’accordo bilaterale italo-tedesco del 2 giugno 1961 la Germania metteva a disposizione dello Stato italiano una somma di 40 milioni dì marchi (all’epoca circa 6 miliardi di lire) come segno umanitario di riparazione morale, somma che, essendo largamente insufficiente, venne distribuita ad un numero necessariamente limitato tra gli aventi diritto.

La folla dei richiedenti ha perciò continuato a rivolgersi ai Tribunali e perfino alla Cassazione per ottenere i risarcimenti dovuti. Ma qui è insorto il secondo ostacolo dato dal concetto dell’‘immunità degli Stati’ per cui, per fatti attinenti circostanze belliche, essi, devono esser chiamati in causa da altri Stati, non dai singoli. A fronte di richieste di risarcimento, la Germania ha quindi chiamato in causa, per le sentenze di condanna di militari tedeschi ,l’Italia davanti al Tribunale internazionale di Giustizia dell’Aia. Questi nel 2011 ha sentenziato che la giurisdizione in materia è unicamente della Germania.

Oggi di conseguenza accade che il nostro Ministero degli esteri, in presenza di cause giudiziarie intentate dagli eredi delle vittime del nazismo, deve schierarsi non più a loro fianco, ma in difesa della Germania “per non incorrere nella violazione del diritto internazionale” sancito dalla sentenza del Tribunale dell’ Aia sebbene il 22 settembre 2014 la Corte costituzionale italiana abbia sancito che le nome del 1947 e 2013 sull’immunità giurisdizionale contrastano con gli articoli 2 e 24 della nostra Costituzione.

Dal canto suo la Germania, affinchè non si avanzino più richieste di risarcimenti e per ovviare a un contenzioso che ammonterebbe a decine di miliardi di euro, eroga finanziamenti per i musei e monumenti – come quello per la Dogana di Ponte Buggianese in relazione all’eccidio nazista del 23 agosto 1944 nel padule di Fucecchio – o per eventi culturali nello spirito di amicizia e collaborazione tra i due Paesi, quello che Mattarella e Steinmeier rinnoveranno assieme nel loro incontro a Fivizzano.

No comments

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: