A Firenze la mostra di Elisa Morucci è l’espressione di ‘un’anima mundi’

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di Veronica Ferretti – Per chi intenda scoprire l’arte inconfondibile di Elisa Morucci rivolta a esprimere la legge immutabile della presenza del divino che dà forma alle cose del mondo e l’incessante ricerca che l’uomo ha di tornare a far parte dell’eternità del cosmo , non perda l’occasione d ‘intervenire all’incontro che nel pomeriggio del prossimo 2 ottobre si terrà al Museo della Preistoria in via dell’Oriuolo a Firenze con l’introduzione di Alessandro Martire docente di antropologia all’Università di Pisa.

L’incontro fa seguito ad altra presentazione dell’opera di Elisa Morucci  avvenuta il 25 settembre nella sala delle conferenze al Senato di Roma ove è stata proposta la monografia “Ignis super Aquam” a cura di Anita Valentini edita da Polistampa. Il percorso artistico che la Morucci si è imposta per esprimere la faticosa esperienza umana nel mondo rispetto all’eternità della natura e dello spirito  si può leggere a partire al nome che essa stessa assegna ad alcune delle sue sculture.

Nelle mostre monografiche fatte lo scorso anno a Firenze, Siena e Viterbo una delle sculture esposte alle sorgenti dei Bagni Vignoni dal titolo ‘It’s long way to the top’ sembra la naturale prosecuzione di quella allestita al Palazzo Chigi di San Quirico d’Orcia.

In quest’ultima il motto ancor prima che delle “modalità” stilistiche più idonee a esprimere le opere dello spirito universale veniva indicato il “long road

to the top”, cioè quanto fosse lunga e difficile per un’artista la strada per raggiungere il massimo della propria creatività.

Conviene, quindi, attenersi alla progressione con cui l’artista procede nella sua ricerca espressiva che attinge, dal punto divista antropologico, all’evoluzione delle culture remote per notare come alcune delle sue sculture come “Nume” o “Anima Mundi”, (allocata nel Madagascar). Un’altra opera emblematica della Morucci, detta “Alchimia” richiama figure femminili dell’antica civiltà egizia davanti al mistero dell’ignoto.

Sono opere emblematiche che evocando elementi della natura o simboli delle diverse religioni rendono visibile l’invisibile, ossia la presenza della divinità nell’evoluzione del mondo e l’aspirazione dell’uomo a ritornare, dopo la morte, nell’eternità del cosmo.

Quanto al modo in cui l’artista possa captare questi messaggi, questi simboli della natura per poterli poi rappresentare, è la stessa Elisa Morucci a dirci che per lei si tratta di uno stato di grazia nel quale , come travolta da un’onda verde, decide di immergersi per intuire la legge fondamentale che dà forma a tutte le cose da rappresentare mediante la propria creatività artistica.

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