AIDYN ZEINALOV My way to Italy. Una storia a La Spezia

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Questa è la storia di uno scultore russo che per amore del nostro Bel Paese ha portato qui e donato, in diverse città, opere monumentali. Si tratta di Aidyn Zeinalov che ha istallato a Montecatini Terme due splendide sculture, collocate lungo il viale principale della città; la prima, del 2015 è dedicata a Giuseppe Verdi e l’altra del 2016 a Giacomo Puccini.
L’anno successivo ha poi fatto dono alla Regione Toscana, nel Palazzo del Pegaso in Via Cavour, dell’opera “Festina Lente” in omaggio a Cosimo I dei Medici. Poi dalla culla del Rinascimento è giunto al Golfo dei Poeti.
La città di La Spezia ha accolto nel 2018 la Sirena del Golfo ponendola sul lungomare Morin e,

Veronica Ferretti e Aidyn Zeinalov

poche settimane fa, la statua di Richard Wagner che ha ubicato nella piazza Sant’Agostino, quale simbolo del gemellaggio con Bayreuth e in ricordo del celebre compositore tedesco che nel 1853 soggiornò in una vecchia locanda spezzina trovò ispirazione per la composizione del preludio de L’oro del Reno. Lo stesso musicista in una lettera a Boito del 1871 scrisse “ Non so se fosse un demone o un genio, di quelli che ci possiedono nelle ore decisive, comunque: ero sdraiato, insonne, in un albergo di Spezia, quando ebbi l’ispirazione della mia musica per l’Oro del Reno”.
Zeinalov, accademico due volte sia in Russia nel 2012 che a Firenze nel 2018 è anche professore ordinario all’Accademia di Mosca oltre che fondatore e direttore della Fondazione INTER-ESSE per il supporto delle attività scientifiche e formative dell’Istituto delle Ricerche interdisciplinari.
Già prima degli anni dell’Accademia delle Arti Visive a Mosca, ha maturato esperienze culturali da nazioni di antica civiltà come l’Egitto, la Siria, la Persia, l’Iraq, la Turchia, il Libano e la Grecia; paesi dove ha vissuto seguendo il padre che era un diplomatico e arricchendo le proprie conoscenze e competenze artistiche e le sue capacità espressive.

Nelle sue opere troviamo la rappresentazione della riscoperta e del dialogo tra due culture (l’Oriente e l’Occidente) e due epoche (il lontano passato e il presente) rievocate e interpretate dall’artista, fin dalla più giovane età, con sensibilità moderna.
Come faceva il giovane Leonardo, rappresentando qualunque cosa della natura conforme alla sua idea di bellezza, così ha fatto anche Aidyn dall’età di due anni e mezzo in poi. Quell’esercizio della manualità guidato da una creatività istintiva e dal colpo d’occhio che sa misurare le forme e le grandezze da riprodurre nell’opera d’arte, affinate e raffinate grazie alla sua prima insegnante, una famosa scultrice del Cairo, hanno reso l’adolescente Zeinalov ‘scultore per formazione’.
Dal 27 aprile al 22 settembre nelle sale del Centro CAMeC di La Spezia è possibile ammirare la sua poliedrica produzione in una mostra antologica dal titolo My Way to Italy. Una storia a La Spezia e chissà se ce ne racconterà ancora altre.
Veronica Ferretti

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