Due mostre curate in contemporanea da Bruno Corà e Massimo Recalcati ALBERTO BURRI ALLA FONDAZIONE CINI DI VENEZIA E AL MUSEO BILOTTI DI VILLA BORGHESE A ROMA

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di Veronica Ferretti – Nell’anno della 58° Biennale di Venezia, un maestro dell’arte italiana del Novecento come Alberto Burri meritava un ritorno in grande stile, e così Venezia e la Fondazione Giorgio Cini lo hanno fatto promuovendo una mostra di una cinquantina di opere del rivoluzionario interprete della materia pittorica divenuto un modello per le generazioni successive.
Il curatore, Bruno Corà, nonché presidente della Fondazione Burri, l’ha intitolata “Burri la pittura come irriducibile presenza” nel senso in cui il maestro di Città di Castello intendeva significare la sua come un linguaggio nuovo che abbandona la rappresentazione per presentare “il vero e il reale della materia in sé e per sé”.
Contemporaneamente alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, con un focus sul Grande Cretto di Gibellina, è stata presentata l’opera di Burri in mostra al museo Carlo Bilotti a Villa Borghese, con una Lectio magistralis di Massimo Recalcati e la testimonianza di Aldo Iori e Aurelio Amendola, storico fotografo dell’opera di Burri, del quale è stato per diversi decenni amico e confidente.
Recalcati, partendo dal Grande Cretto di Gibellina, la più grande opera di Land Art al mondo con i suoi 90 mila mq di estensione, preceduta dai cicli pittorici dei Sacchi, delle Combustioni, delle Plastiche, dei Ferri e dei Legni, ha interpretato l’arte di Burri come un linguaggio che esprime “la ferita della bellezza” e il senso della perdita insita nella vulnerabilità del reale.
Aurelio Amendola ha ricordato, a sua volta, alcuni momenti del suo rapporto con Burri iniziato negli anni Settanta quando fu invitato a fotografarlo nel suo laboratorio mentre lavorava a una delle sue Combustioni. “Burri ha voluto – ha detto Amendola ricordando un’amicizia durata fino alla morte dell’artista – che fossi io a fotografare la sua mostra al Guggenheim di New York e di molte altre su esposizioni in varie parti del mondo. Confesso di non aver avuto con nessun altro artista un rapporto così fecondo. Ancor oggi mi sento orgoglioso di quello che abbiamo costruito insieme così come sono consapevole di non aver mai tradito la sua amicizia e i suoi insegnamenti”.

 

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