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Alla GAMeC di Bergamo Arte e matericità tra informe e invisibile

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di Ettore Neri – Una grande mostra d’arte visiva è in corso fino al 6 gennaio 2019 alla GAMeC di Bergamo: “Black Hole. Arte e matericità tra informe e invisibile”.
Titolo assai impegnativo che vuole subito segnalare al visitatore che senza la materia non possono esistere le forme e neanche i colori.

La presenza della materia è pervasiva e inseparabile dall’opera nelle espressioni artistiche fruibili tramite il senso della vista e come tale va considerata.
L’attuale mostra è la prima tappa di un progetto triennale dedicato alla materia voluto da Lorenzo Giusti, direttore della GAMeC.
Black Hole è a sua volta tripartita: la prima sezione “Informe” ricerca e mostra la potenza e la forza della materia brutale e vitale.

La seconda sezione “Uomo-Materia” mostra come dalla materia vengano generate le forme che, compresa quella umana, con uno sforzo straordinario emergono dal caos primordiale per diventare riconoscibili. La loro identità resta però sempre e comunque fragile, prossima a ricadere nel gorgo dell’indefinito.
La terza sezione “Invisibile” mostra come la materia possa risultare invisibile all’uomo a causa della limitatezza dei suoi sensi. L’arte in questo caso toglie le certezza, affascina ma disorienta e stimola la curiosità necessaria ad inseguire nuovi orizzonti.

In mostra opere di quaranta autori di spicco dell’arte contemporanea internazionale, tra questi Lucio Fontana, Piero Manzoni, Urs Fischer, Auguste Rodin, Enrico Baj, Alberto Giacometti, Anish Kapoor, Jol Thomson.

GAMeC Bergamo
A cura di Sara Fumagalli e Lorenzo Giusti
In collaborazione con Bergamo&Scienza

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