CAMILLO LANGONE : “La gente non è attratta dall’arte, è attratta dalla fila”

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MARIA STELLA REGÈ – Opinionista,scrittore, giornalista, ma soprattutto grande cultore d’arte, Camillo Langone è dotato dell’apprezzabile talento di sapere rispondere alle domande che gli vengono poste in maniera mai scontata.Spesso controtendenza con quelli che sono i modi di pensare comuni, sul suo sito Eccellenti Pittori si spende con passione per far conoscere artisti contemporanei che ritiene degni di nota, in un paese come l’Italia che purtroppo concede loro ben poco spazio e valore.
Oggetto di critica per le sue idee talvolta definite maschiliste, si è reso bersaglio di querele e furiose polemiche in seguito alle sue controverse opinioni sulla rubrica Preghiera del giornale Il Foglio.
Amante della buona cucina, che per lui si identifica nell’edonismo, Camillo di certo non si risparmia quando posta sui social le foto dei suoi piatti prediletti, quasi fossero arte anch’essi, ritenendoli degni di condivisione al pari dei quadri.

D: Un grande amante del buon cibo, tanto da includerlo quasi a pari merito con i quadri nelle foto da te pubblicate sui social. Cosa rappresenta per te il cibo,perché questa quasi riverenza verso di esso? Lo ritieni una forma d’arte?
R: La cucina non è arte in senso stretto, perché manca di uno degli ingredienti fondamentali dell’arte ossia la durata. Ma certamente ha dei rapporti con l’arte, a volte anche stretti come in certe disposizioni dei cibi nei piatti, e negli stessi piatti ossia stoviglie. La cucina è uno spettacolo di forme e di colori e si presta a essere giudicata anche dal punto di vista estetico: io lo faccio sempre guardando le foto su Instagram, che mediamente immortalano piatti brutti, magari quadrati o decorati con motivi dozzinali, in cucine squallide… Detto questo, il cibo per me è innanzitutto edonismo e identità.

D: Sei un grande conoscitore d’arte,giornalista e scrittore. Una persona eclettica,con un modo di parlare e fare quasi d’altri tempi.Ti senti bene in quest’epoca o ti saresti più sentito a tuo agio durante,per esempio,il Rinascimento Italiano o il Romanticismo,o altri periodi storici?
R: Accidenti, i miei modi sembrano di altri tempi? Non l’avrei mai detto e non so se devo compiacermene o dispiacermene. Comunque no, niente Rinascimento e niente Romanticismo, questa nostra epoca per vari motivi non mi entusiasma ma non vorrei proprio che una macchina del tempo mi riportasse in secoli senza automobili, termosifoni e lampadine. Io sono a favore della vita comoda.

D: Vanti amicizie importanti tra altri cultori d’arte,come Vittorio Sgarbi. Cosa succede quando due artisti così particolari e irriverenti come voi si incontrano? Nascono tante idee, confronti? Di cosa parlate, solo di arte o vi concedete argomenti più leggeri?
R: Quando sono con Vittorio più che altro ascolto… Se gli devo chiedere qualcosa tendenzialmente riguarda l’arte perché gli argomenti cosiddetti leggeri, ad esempio la televisione, li trovo pesantissimi, mi fanno addormentare.

D: Secondo te,cosa fa di una persona un grande artista? Non parlo solo di pittura, ma di arte a livello più universale. Ci sono caratteristiche innate, per esempio passione, talento, o la questione è più profonda e complicata?
R: Oddio, che domandona. La passione ci vuole, il talento è indispensabile, ma spesso non bastano specie in un contesto fatiscente come quello italiano. Diceva Montale che oggi non può esistere un grande poeta bulgaro. Nel frattempo l’Italia si è molto bulgarizzata ed è diventato quasi altrettanto improbabile l’esistenza, intendo l’esistenza internazionale, di grandi poeti e pittori italiani.

D: Gli artisti nei secoli scorsi sono sempre stati attratti dal sacro, e hanno dipinto angeli, Madonne, Santi. Trovi che ci sia questa attrazione per la sacralità anche nell’epoca moderna?
R: All’arte sacra di oggi, alle Madonne e ai Santi dipinti dai pittori viventi, ho dedicato una bellissima mostra che si è tenuta ad Ascoli Piceno nel 2018-19. Gli artisti hanno risposto con entusiasmo, realizzando opere in molti casi molto ispirate. Dunque l’arte sacra attrae gli artisti non meno di un tempo: purtroppo attrae meno la Chiesa, che commissiona poco e male. Grazie a Dio esiste una committenza privata, come dimostra il successo anche di mercato ottenuto da Giovanni Gasparro, campione dell’arte sacra contemporanea.

D: Si sa che in Italia ci sono sempre pochi soldi per la pittura, gli artisti non vengono incentivati e valorizzati come si dovrebbe. Perchè questa poca attenzione a una forma d’arte così eterna?
R: Me lo domando anch’io… Forse una risposta è contenuta nella tua domanda: l’uomo moderno non è più interessato all’eterno. Ma più che l’uomo moderno dovrei dire l’italiano moderno, siccome nel resto del mondo, e senza bisogno di andare lontanissimo basta guardare la Svizzera, nei confronti della pittura c’è moltissimo interesse. Fra gli artisti viventi più quotati ci sono quasi solo pittori, a cominciare da Gerhard Richter e David Hockney.

D: Dei nuovi pittori che hai avuto modo di conoscere negli ultimi anni, quali ti hanno colpito di più? C’è qualche nuovo talento che dobbiamo tenere d’occhio?
R: Su Eccellenti Pittori, il mio sito presente anche sui social, ne pubblico uno al giorno… Alcuni sono giovani, altri non lo sono affatto, ma per il grande pubblico, fermo a Schifano se non a Guttuso, sono nuovi sia gli uni che gli altri. Teneteli d’occhio tutti: è un momento stranamente fecondo nella produzione pittorica italiana (migliore degli anni Settanta e Ottanta, ad esempio).

D: E’ l’attrazione che ci muove verso le cose, che ci spinge ad apprezzarle? O la buona opinione che abbiamo di esse per la storia che si portano dietro?
R: Esiste una componente oggettiva dell’attrazione ed esistono perfino persone dotate di gusti personali ma nelle grandi mostre vedo in azione soprattutto il gregarismo: la gente non è attratta dall’arte, è attratta dalla fila.

D: Camillo, ultima domanda. Cosa spinge invece te verso l’arte?
R: Un desiderio inestinguibile di bellezza e di immortalità.

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