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L’arte di Park prende il volo, dagli aeroporti di Firenze e Pisa a Houston e Mokpo

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di Veronica Ferretti  – Sono sempre più internazionali e soprattutto più attraenti gli aeroporti di Pisa e Firenze da quando i viaggiatori in arrivo da tutto il mondo trovano ad accoglierli la bellezza di opere d’arte dello scultore Eun Sun Park, coreano di nascita ma ormai naturalizzato toscano dal momento che, laureato all’Accademia delle Belle Arti di Carrara, dal 1993 vive e lavora a Pietrasanta.

Chi non ricorda negli ultimi anni il successo ottenuto dalle sue opere monumentali esposte nel 2016 all’aeroporto Vespucci di Firenze e nel 2017 all’aeroporto Galilei di Pisa con la terza edizione del progetto VolareArte promosso dalla Società Aeroporto Toscano e della Fondazione Henraux?

Anche alla mostra su Michelangelo allestita sul Park Avenue di New York vi erano le opere di Park Eun Sun che da anni è orami diventato una delle glorie artistiche nel panorama dell’arte internazionale.

 

I suoi materiali prediletti sono i marmi, soprattutto quelli di Carrara e Pietrasanta che lui ha impiegato per grandi opere monumentali come quelle che Park ha già esposto in Italia – la sua prima personale avvenne nel 1995 a Firenze – dai Mercati Traiani di Roma sulla via dei Fori Imperiali al Palazzo delle Esposizioni di Torino e in decine di paesi stranieri, Lussemburgo, Francia, Germania, Stati Uniti, Inghilterra, Paesi Bassi, Svizzera, Singapore fino a quelle di Busan in Corea del Sud e di Montecarlo di Monaco allestite lo scorso anno fino a quella attuale che si svolge nella città americana di Houston presso la galleria “Art of the World”.

In contemporanea alla mostra di Houston è in corso in Corea un’altra personale dell’artista presso Mokpo, sua città natale, e nel comune di Shinan. Quest’ultima mostra, che accoglie nove opere monumentali di Eun Sun Park, resterà aperta fino al prossimo ottobre. L’inizitiva è stata realizzata in occasione della prima edizione della Festa Nazionale delle isole coreane, Mokpo e Shinan. Le splendide opere qui istallate andranno a costituire il primo nucleo del museo permanente intitolato allo scultore coreano. A progettare tale sede espositiva, che si prevede pronta fra tre anni, sarà l’architetto Mario Botta.

La scultura di Park esprime in modo autentico e mirabile il concetto di spazio tipico della cultura orientale che attribuisce valori di simbolo o di allegoria a colonne che si elevano altissime nello loro struttura lineare (una colonna e la sua ombra possono significare perfino vita e morte dell’uomo) ma anche con opere dalla forma cubica o globulare.

Ma la peculiarità estetica più rilevante della scultura di Eun Sun Park è data dal modo in cui egli tratta la superficie, di pietra o marmo che sia, delle sue sculture incidendovi tagli o crepe o segmenti che aprendosi lascino giudicare la caducità della materia rispetto al valore dell’interiorità di ogni cosa.

A sua volta, la ritmica scansione di marmi bianchi e grigi rievoca le strutture murarie esterne delle chiese in stile romanico-pisano, caratterizzate da ‘conci’ rifiniti con estrema cura che rivestono anche altre cattedrali di Toscana,  Corsica e  Sardegna poiché Pisa, tra l’XI e il XIII secolo, era riuscita a stabilire una sorta di supremazia su questi territori.Sia la policromia delle sculture di Park come quella dei grandiosi scrigni di pietra dell’architettura romanica, dalle superfici compatte e uniformi, rievocano entrambe il concetto di luce e purificazione in quanto qui come là la scelta non cade mai sul colore e sulla enfatizzazione cromatica dei dettagli ma, al contrario, gioca tutta sui toni e i mezzi-toni del bianco e del grigio in una scala ascensionale che conduce, come la musica, verso l’infinito.

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