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Controcorrente

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di Alfonso M. Iacono* – “Perché non li ospiti a casa tua!” è l’obiezione carogna che di solito si fa a chi è favorevole a far sbarcare i migranti e a salvarli. No, non li voglio ospitare a casa mia! Vivo in uno stato e in istituzioni, e ne sono cittadino che li sostiene economicamente con le tasse, che hanno il dovere di soccorrere, così come vi sono ospedali pubblici, pagati dai cittadini, che hanno il dovere di curare, anche se i malati non sono miei amici o miei parenti, italiani o stranieri. La visione privatistica dello stato e delle istituzioni chiede la legge della giungla. Perfino la giustizia finisce per diventare un mezzo per le vendette private o per gli interessi privati. Se è vero, come dicono questi dannati e spesso menzogneri sondaggi, che la posizione di Salvini sui migranti e sugli sbarchi è condivisa dal 71% degli italiani, sono lieto di andare controcorrente e di appartenere al 29% di coloro che invece sono contro. Domani il primo ministro Conte risponderà alla mozione di sfiducia di Salvini. Qualunque cosa accadrà poi, sarà bene non dimenticare che l’attuale primo ministro, non so se per convinzione o per debolezza, ma poco importa, ha condiviso fino in fondo la politica forcaiola del Viminale sui migranti. Conte ha le sue responsabilità su quanto finora è accaduto. Resta tuttavia da capire fino in fondo come sia stato possibile che un ministro nominato dal presidente del consiglio abbia assunto di fatto le vesti di quest’ultimo, decidendo quasi ogni cosa. E’ questione che merita e meriterà una riflessione politica, storica ma anche psicoanalitica.
Parliamo di futuro. Esso incombe sul presente come una nave che sta per essere inghiottita dai flutti del mare mentre i marinai litigano su chi dovrà prendere il timone. Ma a cosa servirà, se non si tappano le falle prima che sia troppo tardi e se non si conosce nemmeno la rotta da seguire? Finora è tutta un’alchimia sulle possibili composizioni di governo, ma per fare cosa e con quali principi e punti fermi? Si sa, in politica la mediazione è necessaria, ma deve basarsi su alcuni momenti di accordo. Sui migranti e gli sbarchi, un ipotetico nuovo governo, magari fatto da PD e M5Stelle, continuerà la politica disumana di quello attuale? Userà i migranti e le loro immani sofferenze a fini muscolari nei confronti dell’Europa con la scusa che bisogna combattere gli scafisti e i criminali? Continuerà a sparare, come si dice, sulla crocerossa? Inseguirà supinamente il cosiddetto consenso fino a chiudere gli occhi di fronte all’orrore o addirittura a compiacersene? O invece cercherà coraggiosamente di rovesciarlo? Che poi, come ha denunciato Gratteri, il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, la ‘Ndrangheta, per riciclare i soldi sporchi della cocaina, faccia affari con industriali dell’Emilia e della Lombardia, questo tanto non si vede, come non si vede il lavoro nero e schiavile diffuso un po’ ovunque, mentre l’inquinamento, la devastazione ambientale, il caos dei rifiuti, questo lo vediamo ma non vogliamo guardarlo in faccia. Eppure questo è l’oggi che devasterà il futuro nostro e dei nostri figli, perché il nostro presente politico è fatto di opportunismi, giochetti, giravolta, selfie nelle spiagge, spettacoli di bassa lega, distrazioni di massa, spostamenti di attenzione.
L’emergenza è sempre una buona, vecchia scusa per rinviare a un domani che non ci sarà ciò che si dovrebbe fare oggi per il futuro. Qualunque governo si formerà, se si formerà, e se si formerà perfino a causa del fatto che i parlamentari non vogliono tornare a casa, per quanto provvisorio e a tempo, dovrà parlarci qui ed ora di futuro. Fare a meno di questo sarebbe un ulteriore, stupido e dannoso spreco di tempo e di vita mentre il fascismo che oggi è a spizzico diventerà totale.
*Ordinario di Storia della Filosofia all’Università di Pisa

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