Da Vedova a Vedova. L’opera grafica di Emilio Vedova della collezione Albicocco


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Sabato 1° giugno è stato presentato il catalogo della mostra in corso al CAMeC dal titolo Da Vedova a Vedova. L’opera grafica di Emilio Vedova della collezione Albicocco, di recente dato alle stampe da Silvana editoriale per il museo spezzino. Per l’occasione torneranno alla Spezia Corrado Albicocco e il figlio Gianluca, cui si deve il grande apprezzamento che la mostra ha registrato, per la qualità altissima e distintiva della loro collezione prestata per questo progetto espositivo. Interverranno inoltre i curatori della mostra, Roberto Budassi e Marzia Ratti, autori dei due contributi in catalogo.

Il volume documenta il percorso espositivo nel suo pregevole allestimento e le singole opere, oltre 70, portate alla Spezia dalla stamperia Albicocco di Udine, per diversi anni a fianco al grande artista veneziano nella produzione delle assai numerose incisioni all’acquatinta. Originalissimo interprete di questa tecnica, amata e coltivata quanto la pittura, Emilio Vedova incontra in Corrado Albicocco un virtuosissimo stampatore, che così ricorda la loro durevole relazione: «Quanti confronti tra di noi, quanto lavoro. Una volta recuperate le lastre, tornavo a Udine, in stamperia, dove doveva essere tutto pronto: la carta giusta, Pescia o Hahnemuhle, umida al punto giusto, il feltro migliore, quello con l’anima elasticizzata, l’inchiostro preparato come voleva il Maestro e che ero riuscito ad ottenere dopo centinaia di prove. Dovevo essere pronto io, con le mie competenze e, soprattutto, la mia passione. Il ricordo più intenso e che più mi emoziona è legato al ciclo degli “Oltre”. Non credeva ai suoi occhi. Aveva sparso per lo studio tutte le prove e mi spiegava con entusiasmo quanto quello che vedeva fosse tutto ciò che aveva desiderato. Neri profondi e vellutati, bianchi non gessosi e grigi incredibili. Erano nati gli “Oltre”, per me il suo più grande lavoro. Mi disse con candore disarmante: “Magari riuscissi a fare in pittura quello che riesco a fare con l’acquatinta”». E così Roberto Budassi, docente presso la Scuola del Libro di Urbino e l’Università “Carlo Bo” di Urbino, storico dell’arte esperto e raffinato esegeta dell’arte incisoria, inquadra il Vedova incisore: « Anche Emilio Vedova rientra di diritto nel novero dei grandi peintres-graveurs della storia dell’arte, avendo riservato alla grafica, al linguaggio dei segni, alle tecniche dell’incisione, molte delle sue migliori energie creative, riuscendo a cogliere pienamente quella pulsione vitale dell’essere, quella visione del mondo interiore e della realtà che solo il bianco e nero restituiscono come verità assolute. Non a caso la complessità della produzione grafica dell’artista veneziano si colloca sullo stesso piano, per importanza e originalità, di quella pittorica». In occasione della mostra Marzia Ratti, infine, recuperando e studiando documenti d’archivio inediti, ha approfondito la vicenda spezzina del grande veneziano ricostruendola in relazione all’importantissima opera Vie del mondo, del 1953, unico dipinto esposto, premiato e acquisito grazie al Premio Nazionale di Pittura “Golfo della Spezia”. Le raccolte del CAMeC conservano questo e altri due lavori, appartenenti al fondo Cozzani, le cui schede in catalogo sono a cura di Eleonora Acerbi.

Veronica Ferretti

 

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