“Der Junge Picasso, Blaue und Rosa Periode” alla Fondation Beyeler di Basilea

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di Ettore Neri – Prosegue fino al 26 maggio prossimo la grande mostra monografica sul “Giovane Picasso” che la Fondation Beyeler dedica al grande pittore spagnolo.
Dopo quattro anni di preparazione, nel febbraio scorso è stata inaugurata la mostra “Der Junge Picasso, Blaue und Rosa Periode”. La mostra è stata organizzata dalla Fondation Beyeler di Basilea in collaborazione con il museo d’Orsay, L’Orangerie e il museo nazionale Picasso-Parigi.
Con questa grande esposizione la Fondazione Beyeler ha posto l’attenzione ai dipinti e alle sculture del primo periodo di produzione di Picasso, i cosiddetti «Periodo blu» e «Periodo rosa», tutti realizzati tra il 1901 e il 1906. Per la prima volta sono presentati insieme in Europa i capolavori di questa importante fase dell’artista. I quadri di questo periodo creativo sono considerati tra i più belli ed emotivi dell’epoca moderna e tra i capolavori più preziosi al mondo. Il progetto della mostra, che a causa della sua preparazione pluriennale è il più costoso e impegnativo mai realizzato dalla Fondation Beyeler, è uno degli eventi culturali di più alto livello del 2019 in Europa.
La galleria Beyeler è stata a lungo, fino alla morte del fondatore, una delle più prestigiose del mondo. Ernst Beyeler, che è deceduto nel 2010, aveva costruito rapporti stretti con i maggiori musei ed era per loro un interlocutore di leggendaria affidabilità. Con il passare degli anni la sua collezione personale si arricchì al punto che il famoso collezionista decise di realizzare un vero e proprio Museo e di collocarlo in una opera architettonica appositamente realizzata e concepita allo scopo di ospitare opere di Van Gogh, Lichtenstein, Bacon, Monet, Braque, Picasso, Mondrian, Giacometti, Seurat, Klee, Rodin, Matisse, Calder, Degas, Chagall.
La progettazione fu affidata a Renzo Piano che, durante la fase di studio stabilì con Beyeler uno straordinario rapporto di sensibilità estetiche ed intellettuali nel quale, come ha ricordato Renzo Piano, l’architetto si sentiva collezionista e il collezionista si sentiva architetto. L’edificio (inaugurato nel 1997), non è appariscente ma è pensato nei minimi particolari per accogliere nel modo più adeguato la collezione permanente e le mostre temporanee cui Beyeler attribuisce grandissima importanza.

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