E’ TORNATA A FIRENZE MONNA LISA, MA E’ LA ‘GEMELLA’ DELLA GIOCONDA

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di Veronica Ferretti – Con il gala della premiere europea tenutosi l’8 giugno nel salone delle Feste di Palazzo Bastogi, sede del Consiglio regionale della Toscana, la Monna Lisa di Islewort, oggi di proprietà della Mona Lisa Foundation di Zurigo di cui è presidente Markus Frey, è tornata a Firenze, ma non è quella del Louvre di Parigi, bensì la sua antenata, tanto da esser chiamata la Leonardo’s Earlier Mona Lisa sorella non del tutto gemella della ben più celebre Gioconda. Dopo la presentazione, svolta alla vigilia dal presidente Eugenio Giani con Salvatore Lorusso della Russian Academy e Jean-Pierre Isbouts dell’americana Fielding University, il dipinto su tela sarà visitabile dal 10 giugno fino al 30 luglio nella sede della Regione toscana in via Cavour, a confronto con le caratteristiche dell’altra più celebre versione. La mostra di Firenze, dopo l’esposizione dell’opera avvenuta nel 2014 nei musei giapponesi, è sinora la prima che avviene in Europa per celebrare la ricorrenza dei 500 anni dalla morte del Genio di Vinci. Secondo il professor John Asmus che ha condotto reiterati e approfonditi test scientifici sull’opera e l’ha sottoposta anche a peer-rewiew, Leonardo avrebbe dipinto Lisa Gherardini due volte: la prima volta su commissione del Giocondo, il marito di lei, ritraendola in questo dipinto nel 1503 quando lei aveva 23 anni; una seconda volta, nella versione che sta al Louvre, dieci anni più tardi, su richiesta di Giuliano de’ Medici. Le somiglianze tra le due opere sono maggiori delle differenze. In questo dipinto che è su tela e non su legno Monna Lisa è più giovane, i suoi colori sono più vivi, ma sorride nello stesso modo enigmatico che ha reso celebre la sua ’sorella’ al Louvre. Al di là delle differenze fisionomiche del viso, appaiono evidenti altre somiglianze nella posa, nell’abbigliamento, nel velo e nella disposizione delle mani, mentre il paesaggio che fa da sfondo al ritratto è nettamente diverso. Le analisi compiute dicono, infine, che sebbene i due dipinti siano diversi per dimensione e proporzione, identici appaiono, invece, i principi geometrici che li governano e le regole prospettiche per cui, al di là delle prudenti riserve espresse da grandi studiosi di Leonardo come Martin Kemp, questa giovane Monna Lisa non è una mera copia di quella del Louvre, ma un dipinto originale di indubbio valore e grande attrazione. L’aura di mistero e riservatezza che lo accompagna è dovuta al fatto che il collezionista Henry Pulitzer che lo aveva acquistato nel 1962 l’ha tenuto nascosto in un caveau per 40 anni fin quando non è stato acquistato da un consorzio internazionale che l’ha affidato alla Mona Lisa Foundation di Zurigo la quale, come già detto, l’ha sottoposto a ripetuti test geometrici effettuati dallo Swiss Federal Institute of Technology. Per molti anni la Monna Lisa del Louvre, non considerando che Leonardo fosse aveva qualche volta dipinto due versioni dello stesso quadro, come La Vergine delle Rocce, è stata ritenuta unica, quando poi sono apparse nuove versioni come la Gioconda del Prado di Madrid, entrata nella collezione reale spagnola nel 1666, in quel caso probabilmente dipinta da uno degli allievi più vicini al maestro e presentata nel 2013 proprio al Louvre per un confronto diretto con l’originale.

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