Eventi per le celebrazioni leonardiane: Il disegno 8P invita a far tappa a Vinci

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Si moltiplicano le tappe dei tour su Leonardo da Torino a Milano, Venezia, Parma, Firenze e, dal 15 aprile al 15 ottobre, anche al Museo Leonardiano di Vinci con la mostra ‘Leonardo a Vinci. Alle origini del Genio’. Qui è possibile ammirare dal vivo il primo panorama disegnato della storia dell’arte che rappresenta la Valdinievole vista con gli occhi dell’artista dal borgo di Montevettolini.
Questo celebre disegno tracciato quando egli era poco più che ventenne, e dedicato alla Madonna della Neve, è noto con il numero d’inventario, 8P del Gabinetto dei Disegni e Stampe della Galleria degli Uffizi, dove è conservato sotto il nome di Paesaggio con fiume. Esso rappresenta – per concorde ammissione di studiosi leonardiani quali Carlo Pedretti, Romano Nanni e Alessandro Vezzosi – il territorio della Valdinievole visto da Montevettolini.
Nella parte bassa del disegno sono ben visibili il borgo termale di Montecatini con le murature a protezione delle sorgenti e più oltre la palude che si estendeva fino all’Arno; una rappresentazione grafica di secoli fa confrontabile, sia pure con le modificazioni del paesaggio intervenute da allora ad oggi, con la realtà attuale.
Walter Isaacson definisce così l’innovazione stilistica resa da questo disegno “Si trattava di uno scintillante punto di partenza di una carriera destinata a combinare l’osservazione scientifica con la sensibilità artistica. Altri artisti prima di lui avevano disegnato paesaggi come fondali, ma Leonardo stava facendo qualcosa di diverso; stava rappresentando la natura per se stessa, rendendo così questo disegno un contendente per il ruolo di primo paesaggio di questo genere nella storia dell’arte europea. Il realismo geologico è, infatti, sorprendente: gli affioramenti di roccia scoscesa erosi dall’acqua mostrano una struttura stratificata resa con estrema naturalezza, tema che affascinerà Leonardo per il resto della sua vita; lo stesso può dirsi per il modo in cui l’atmosfera rende indistinto l’orizzonte lontano, un fenomeno ottico che più tardi egli avrebbe chiamato prospettiva aerea’”.
Dalle più recenti analisi diagnostiche effettuate sull’ 8P nei primi due mesi del 2019 con la tecnica della fluorescenza ai raggi X che evidenziano immagini ad alta risoluzione, in luce diffusa e infrarosso, eseguiti nei laboratori scientifici della Fortezza da Basso di Firenze dagli esperti dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, emergono dati nuovi e interessanti, e cioè che il disegno sia stato fatto da Leonardo in due momenti successivi.
Questo significherebbe una di queste due possibilità: che Leonardo sia tornato sul disegno successivamente, magari proprio dopo i suoi studi sulla geologia e sulle rocce, oppure che, al dato reale e naturale oggetto della rappresentazione paesaggistica, si sia poi sovrapposto, in una certa misura e in un secondo momento, l’intervento speculativo e immaginativo dell’artista.
In aggiunta a tutto ciò il documento dà la conferma della scrittura destrorsa di Leonardo, sul recto riporta la scritta da destra verso sinistra, con il luogo e la data “Dì di s[an]ta Maria della neve /addj 5 daghosto 1473″ e sul verso, vergata nel senso ordinario, riporta da sinistra a destra “Io, Morando d’Antoni, sono chontento”, riconducibile ad un appunto, con l’abbozzo di una formula contrattuale.
© Veronica Ferretti

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