Festival di Cannes a un passo dall’annullamento

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(di MARIA STELLA REGÈ) – E’ una pandemia inarrestabile quella che si sta diffondendo in Europa, non mancando di colpire anche la Francia, con quasi 7.000 casi e conseguente chiusura di parchi,luoghi di culto, e tutto ciò che può produrre assembramento.
Ormai siamo tutti coinvolti, minacciati dal quel virus che ha cambiato le abitudini di ognuno di noi, costringendoci in casa per cercare di limitarne le conseguenze.Ecco perché anche il Festival di Cannes, che ogni anno coinvolge circa 60 mila persone al giorno, tra giornalisti, ospiti, esperti del settore, gente in cerca di selfie, rischia di essere annullato. Si era pensato ad uno spostamento dopo l’estate, ma la concomitanza con Venezia esclude tale ipotesi, mentre la tesi più accreditata diventa quella di rimandare il tutto all’anno prossimo.
Sicuramente sarebbe una mossa saggia, in quanto il Festival attira ogni anno persone da tutto il mondo, da paesi in cui il contagio oggi è una realtà che sta mietendo sempre più vittime, e il suo mancato annullamento metterebbe quindi a rischio migliaia di persone, come ha sottolineato uno dei membri del consiglio di amministrazione:
“Sarà molto difficile, per non dire impossibile selezionare film provenienti da Cina, Corea, Iran, Italia e senza dubbio da una cinquantina di altri paesi, sapendo che attori e realizzatori non saranno in grado di muoversi.
Mostrare film in un auditorium da 2.000 posti [il grande auditorium Lumière ha 2.300 posti, Ndr] non sarà autorizzato e il minimo allarme preoccuperà i partecipanti al festival.
E che dire di Spike Lee, presidente della giuria? Conosciamo l’ipersensibilità di Hollywood ai problemi di igiene. Non riesco a immaginarmelo rimanere quindici giorni in mezzo a una folla in uno stato di salute incontrollato“.
Il Festival, dunque, che si sarebbe dovuto svolgere tra il 12 e il 23 maggio 2020, sarà quasi sicuramente annullato, seppur si aspettino ancora dichiarazioni definitive.
D’altronde, Macron non ha ancora attivato nel suo paese la chiusura dei cinema, nonostante in essi sia vietato un raggruppamento superiore a 100 persone per volta. Dunque, le misure severe che l’Italia ha già attivato a scopo precauzionale, non sono ancora state prese in Francia, ma per quanto riguarda l’eliminazione a maggio del Festival, sembrerebbe non ci siano dubbi ,anche perché entrano in gioco molteplici fattori nella decisione finale: innanzitutto,gli sponsor come l’Oreal e Renault, che preferirebbero rimandare l’evento piuttosto che rischiare di perdere il loro investimento, o le società cinematografiche americane, che finalmente si stanno accorgendo della gravità della situazione e stanno quindi vietando ai loro addetti di spostarsi o incontrare altre persone.
A ritenere quasi per certa la chiusura del Festival, è stato anche il giornale francese “Le Point” , sostenendo che la conferma ufficiale sarà data entro pochi giorni mentre invece il quotidiano Nice Martin ha dato voce al direttore generale dell’evento, Thierry Frèmaux, che smentisce per ora l’annullamento, spiegando come la decisione finale debbe essere ancora presa.
Di certo,vista la situazione d’emergenza in cui versiamo tutti, sarebbe saggio rinunciare quest’ anno al Festival, in modo da non mettere a rischio la salute non di centinaia ma di migliaia di persone.D’altronde i numeri parlano chiaro : ogni giorno assistiamo all’aumento del numero di morti, senza contare i contagiati che versano in condizioni disperate in ospedali che ormai non hanno più lo spazio e l’attrezzatura necessaria per curare tutti.
Sta quindi alla coscienza ed intelligenza degli organizzatori di eventi come questo, capire che il mancato annullamento potrebbe provocare tantissimi nuovi malati,mettendo così in difficoltà le strutture sanitarie che sono al collasso, come abbiamo potuto verificare in Italia, e vanificando tutti gli sforzi compiuti da infermieri,ospedali, cittadini e politici per contenere il virus.

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