Frammenti d’oblio

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di Nicola Andreotti
Silenzio
Morte
Silenzio.
Gracchia da lontano un avvoltoio,
che solerte s’avvicina al corpo,
rumori melmosi turbano le orecchie,
il buio pare un pantera; ruggisce!
si frantumano i ricordi della sera.
Rosso sangue di veleno,
la sua faccia, il tramonto,
un cieco vede i morti sospiri,
candida la sua pelle come sabbia.
Scorrono i tuoi occhi tra gli occhi,
giocano, oh che dolce giocare!
fugge veloce, ma che fretta!
fugge la nostra vita.
Come fanciulli nel bosco,
inciampiamo a volte
dentro l’oblio.
rovine eterne dell’anima.
Vorrei parlarti dei miei capelli,
un sorriso, poi viaggiamo,
lenti come un girotondo,
un bacio, un castello, che bello!
Sognar felici
sognar di morte.
Giovane immensità
che dolce ti ritiri
al calar
al calar.

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