Francesco Bonami: videomessaggio su “Quale cultura per le Città d’arte?”

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di Annalisa Bugliani – Francesco Bonami, chiamato ad intervenire al Convegno “Quale cultura per le Città d’arte”, organizzato lo scorso 9 novembre dall’Associazione “Versilia su la Testa!” al Teatro Comunale di Pietrasanta, ha garantito la sua presenza, dalla lontana Cina dove si trovava per altri impegni, inviando un videomessaggio che è stato proiettato durante il Convegno stesso.
Bonami, curatore d’arte contemporanea di notorietà internazionale, ha alle spalle una esperienza e una carriera straordinarie, basti ricordare che dal’90 al ’97 è stato US editor della rivista FlashArt, che è stato Manilow Senior Curator del Museum of Contemporary Art di Chicago e che è stato curatore della cinquantesima Biennale d’Arte di Venezia.
Bonami è noto anche in Versilia per i suoi interventi molto schietti nei confronti delle Mostre d’Arte che si tengono nelle più importanti piazze storiche d’Italia.
Coerente al proprio stile Francesco Bonami si è rivolto dal video all’attenta platea del Convegno puntando la sua riflessione sulla “scala” che curatori e artisti dovrebbero rispettare quando confrontano la loro arte contemporanea con le più belle piazza storiche del nostro Paese.
“La scala – ha detto – è la parola fondamentale quando si vuole parlare di arte nelle piazze storiche. Il mio – ha proseguito – non è un giudizio sulla qualità degli artisti presentati ma un giudizio sulla curatela: spesso manca un progetto logico su quello che viene presentato.”
In sostanza, secondo Bonami, spesso si assiste ad una invasione di sculture più o meno belle che non entrano in relazione con lo spazio urbano e architettonico del luogo.
La relazione con lo spazio storico invece è fondamentale: “se si vuole creare un dialogo tra contemporaneità e storia – ha affermato il noto critico – questo è il punto debole della politica culturale e artistica non solo di Pietrasanta ma anche di tantissimi altri luoghi storici che vengono utilizzati in malo modo per la contemporaneità.”
La critica di Bonami è dunque rivolta alla curatela a suo giudizio dissennata e non è mai rivolta all’oggetto fisico in se stesso, ma all’utilizzo e in rapporto alla scala urbana e al luogo dove le sculture vengono presentate.
In chiusura Bonami ha dichiarato di voler chiudere con tutte le polemiche con artisti e amministratori pubblici: “io non attacco loro ma le loro scelte. Le critiche pubbliche vanno accettate. Se si accetta di lavorare nello spazio pubblico si accetta anche il dibattito pubblico
Con il dibattito si può trovare un dialogo e migliorare le proposte.”

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