Francesco Castelnuovo e il suo libro ‘7 chiavi per Ennio Morricone’

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di Annalisa Bugliani – Quando ho conosciuto Francesco Castelnuovo, eravamo nei primi anni della televisione satellitare: quella innovativa TV che combatteva per essere riconosciuta come tale, un po’ come è capitato nei primi anni della rete Internet.

Sono molte le svariate sensazioni di paura e frustrazione, legate ancora oggi nei nostri ricordi, per noi che abbiamo vissuto e affrontato in televisione quell’attimo prima di iniziare la fatidica diretta.

Le trasmissioni via satellite spesso erano un disastro, vi ricorderete bene che erano caratterizzate e permettevano si collegamenti oltre oceano in tempo reale, ma se per cause tecniche o per un semplice maltempo la mega parabola di Cologno Monzese s’inceppava e la risultante per gli addetti ai lavori era quasi sempre ingestibile e per il pubblico a casa quasi sempre saltellante, ma forse anche molto divertente.
Ed è anche per questo che Francesco Castelnuovo, appartenente a quella generazione di anchorman formatasi proprio in quegli anni, è diventando così carismatico e sempre capace di affrontare e sopportare qualsiasi evento e anche a maggior ragione situazioni impreviste e di imbarazzo.
Ricordo con affetto Francesco e la sua prima conduzione in studio per Tele + Cinema nell’ ottobre del 2001 per il ‘Giornale del Cinema’, il programma giornaliero antenato di 100×100 Cinema: format che Francesco conduce ancora oggi per Sky.
Francesco, pur essendo allora giovane, felice e speranzoso in realtà era soprattutto scomodo e sempre immerso in quello che chiamiamo lo studio di registrazione. Andava in onda in uno studio illuminato di pura luce bianca accecante, modello Guantanamo, capace di evidenziare e ingigantire qualsiasi inestesismo, con al centro una sola e unica trave rigida di metallo nero, lunga, sottile, squadrata e pure fredda al tatto, senza alcuna seduta.
La trave era stata ideata dal noto designer Giorgetto Giugiaro sotto la supervisione dell’allora squadra del capo supremo direttore di rete Claudio Scotto di Carlo, ed essendo costata una cifra sostanziosa non poteva essere messa in discussione!
Questa trave, pur essendo lineare, minimale e sofisticata, come esigeva lo stile della rete, era in realtà totalmente scomoda, ma la caratteristica di quegli anni per le nuove reti televisive satellitari era quella di doversi differenziare a tutti i costi dalla vecchia televisione tradizionale via cavo, motivo per cui quando Francesco entrava in studio camminando e parlando in maniera apparentemente disinvolta, in realtà era molto preoccupato a pensare su come potersi sedere sull’ estremo opposto della trave senza traballare.

Inutile dire che quello studio da equilibristi ebbe breve vita.

Francesco Castelnuovo, è nato a Roma il 23 Ottobre del 1970 e prima della laurea in Filosofia, tra il 1991 eil 1999 ha studiato e praticato musica antica(medievale, rinascimentale e barocca) come tenore in diversi organici tra cui il Coro da Camera Italiano anche sotto la direzione di Maestri come Rinaldo Alessandrini ed è diventato giornalista professionista nel 2004.
Approdato sugli schermi di Stream nel 2000 a fianco di Serena Dandini venne, successivamente, notato, dal giornalista, scrittore e regista David Grieco che, in quel periodo, era autore e critico cinematografico di Tele+ Cinema.
Fu durante una delle tante dirette, per l’ esattezza sul tappeto rosso dei Golden Globe del 2001 a Los Angeles che, David dopo una breve chiacchierata con il competitor decise di portarselo con se, in quanto le due nuove realtà satellitari Tele+ e Stream all’ inizio del secolo si battevano ancora a colpi di duello. E’ così che Castelnuovo lasciò la sua città natale, per trasferirsi a Milano, dove ancora lavora e vive con la sua famiglia.
In breve nel settembre del 2001, divenne il Francesco Castelnuovo che tutti noi ben conosciamo: dopo alcuni mesi di lavoro redazionale, David Grieco gli propose in maniera generosa di affiancarlo nella conduzione del Festival del Cinema di Venezia, per diventare poi il nuovo volto maschile del canale del cinema: in quel periodo intanto Stream scomparve per sempre e si iniziava già a mormorare della ancora non avvenuta memorabile scissione tra Tele+ e Sky, ragione anche per il quale David Grieco decise di lasciare per sempre la televisione.
Erano quelli gli anni caldi, molto caldi per la nuova TV, l’imprenditore e produttore televisivo australiano Ruper Murdoch rileva l’azienda da Michel Toulouse proprietario francese di Canal Plus e Tele+ e in questa lunga e drastica scissione, gli addetti ai lavori dell’azienda in parte cambiarono come le strategie di mercato e la comunicazione. Si tratta di una vicenda che riusciamo a percepire nel romanzo ‘Caos calmo‘ dello scrittore Sandro Veronesi che aveva vissuto quegli anni dietro le quinte in quanto era stato ingaggiato dall’azienda francese Canal Plus, come ‘gettatore di idee’.
Devo ammettere che l’abilità di saper gestire un evento dal vivo, una diretta o tenere caldo uno studio non é proprio cosa da tutti e Francesco lo fa molto bene perché fa casa.
Da sempre la sua passione per il cinema e la musica, lo ha portato a raggiungere un livello emozionale nel racconto e nella scrittura che non può mai risultarci indifferente, un talento che sa farci anche sorridere senza mai dimenticare di approfondire.
Oserei quasi dire che Castelnuovo, dopo così tanti anni di televisione, venti per l’esattezza, con il suo volto elegante, simpatico e rassicurante che è sopravvissuto a tutti i vari cambi metereologici e di gestione, ha dimostrato sempre una professionalità straordinaria. Lo vediamo oramai in studi televisivi super tecnologici, ricchi di schermi giganti: studi ben diversi da quelli degli esordi, due decenni fa.
Così quel trentenne già ampiamente formato oggi è un giornalista ancora genuinamente entusiasta, ma con molta più esperienza, consapevolezza, raffinatezza e confidenza, quasi paragonabile a quella lampada démodé sul vostro comodino che non cambiereste per niente al mondo e che insistete a portarvela dietro ad ogni trasloco.
Francesco, riesce a trasmettere in maniera profonda tutto il suo amore per il cinema e la musica riuscendo ad appassionare anche quelli più disinteressati: è come se avesse ereditato lo scettro, i trucchi magici e la simpatia del nostro caro amato giornalista Vincenzo Mollica che per tantissimi anni è apparso puntualmente a farci compagnia, sempre alla stessa ora di domenica, durante il pranzo in famiglia.

Francesco, quante ‘Notte degli Oscar’, Golden Globe, Festival di Cannes, di Venezia e premiere ci hai raccontato? Quanti personaggi del cinema e non, hai incontrato e intervistato caro Francesco? Grazie per questo.

Castelnuovo non finisce mai di stupirci e in questo periodo di pandemia e lockdown, perfetto per dedicarsi ancor di più alla lettura e ad ascoltare musica, ci ha omaggiato di un piccolo libro dal titolo ‘7 CHIAVI PER ENNIO MORRICONE’, raccolta di passione, di aneddoti, malinconia e spartiti musicali spaziando tra riferimenti e riflessioni analitiche.
“Chiavi che, come dice lui, oltre ad essere percorsi di lettura, sono la traduzione di quell’ inglese “keys” che indica la tonalità.
Sette capitoli per sette amori, sette momenti storici, le sette meraviglie di Ennio elencate saggiamente così: Un sacco bello “Nostalgia in Do Minore”; Metti, una sera a cena “Scacco in Re Maggiore”; Per un pugno di dollari “Duello in Re minore”; “Sapore di sale” canzone di Gino Paoli “Amore in Mi Maggiore”; “Deep down” da Diabolik “Fascino in Mib maggiore”; Il clan dei siciliani “Indagine in La Minore” e Giù la testa “Pace in La minore/Sib maggiore”.
Un’idea nata e tratta da un’intervista memorabile di Castelnuovo ad Ennio Morricone vincitore di due premi Oscar, realizzata nel Gennaio del 2016 poche ore dopo la consegna al Maestro del Golden Globe per la Migliore Colonna Sonora del film ‘The Hateful Eight’di Quentin Tarantino.
Il tutto come dice lo stesso Castelnuovo “per dare, per la prima volta alle musiche di Ennio, l’aspetto che hanno i brani sui libretti delle sale da concerto. E per dare la voglia, durante la lettura, di riascoltare le musiche di Ennio con un ascolto più profondo. In un percorso in cui si incontreranno le figure più diverse, da Monteverdi ai Led Zeppelin, da Bach a Mario Brega”.

Il titolo e la storia, del primissimo e non ultimo libro da raccolta, sono dedicati con onore ad Ennio dice sempre Castelnuovo e la storia è volutamente pensata e scritta come se fosse in realtà lo spartito di una lunga colonna sonora del Maestro, quella più lunga, quella della sua vita.
Non è un caso che il libro sia uscito proprio il giorno della nascita di Morricone, cioè il 10 di Novembre. Il compositore appena scomparso è come se ci avesse lasciato la colonna sonora che rappresenta al meglio il nostro ultimo secolo.

L’audiovideo di presentazione di Francesco Castelnuovo è ideato in esclusiva per noi dall’autore di ‘7 chiavi per Ennio Morricone’.

“7 Chiavi per Ennio Morricone” è edito da Bietti Fotogrammi http:/www.bietti.it/ Edizioni a 1,99€ e su Amazon a 2,69€ (4,99€ per il Print on Demande)

La foto di Francesco Castelnuovo è di Guido Harari

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