GLI ANNI PIU’ BELLI : un omaggio a ETTORE SCOLA

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(di MARIA STELLA REGÈ) – Finisce con una chiara citazione al film cult “C’eravamo tanto amati” il nuovo lavoro di Gabriele Muccino:uno dei protagonisti,Giulio,nell’epilogo degli “Anni più belli” si rivolge infatti a Gemma, la femme fatale attorno alla quale ruotano tutti i personaggi, confessandole di non aver smesso mai di pensare a lei in tutti gli anni trascorsi separati, e la ragazza gli risponde invece con garbo che lei no,è andata avanti con un’altra persona, che ama un altro. La stessa schiettezza mista a innocenza che fu quella di Stefania Sandrelli quando rispose similmente a un alquanto pentito Vittorio Gassman, che per superficialità ed egoismo si era lasciato sfuggire l’amore della sua vita.
L’amore è dunque il fulcro assoluto del film di Muccino, l’amore giovanile,l’amore maturo,l’amore che resiste alle tempeste ma che infrange anche le promesse.
Tre i protagonisti,tre giovani amici dagli animi infuocati,o come dirà Gemma, interpretata da Micaela Ramazzotti, affamati di vita.
Si parte da quando sono sedicenni, in piena crisi ormonale, con sogni e desideri che i grandi non possono capire, con la voglia di spaccare il mondo e dimostrare di valere più di quanto gli altri vogliano far credere loro.
Giulio,Paolo e Riccardo sono amici inseparabili, che si aiutano e coprono le spalle,hanno un loro particolare equilibrio, finchè non si inserisce Gemma nella storia, che scombussola i rapporti tra di loro. Fidanzata inizialmente con Paolo,lo tradirà con Giulio, per poi alla fine della storia tornare insieme a Paolo,che è l’amore della sua vita.
Il tradimento è un argomento che già è interessato a Muccino nei suoi precedenti film, anche se qui lo affronta con una diversa consapevolezza, data sicuramente dall’esperienza degli anni che passano e che mostrano le cose in modo differente. E’ come se volesse comunicarci che errare è umano, che il perdono non è sempre irraggiungibile e che prima o poi tutte le cose si aggiustano.
Ma quali sono gli anni più belli? Quelli della giovinezza, quando si pensa di avere il mondo in mano, o quello dell’età adulta, quando ci si realizza attraverso il matrimonio ed il lavoro?
Sicuramente Riccardo, uno dei tre protagonisti,risponderebbe che l’età adulta è difficile e complicata: abbandonato dalla moglie, senza lavoro, fatica a costruire un rapporto con il figlio adolescente.E Giulio, probabilmente sarebbe d’accordo: è vero, è diventato ricco, importante, ma ha perso l’amore, ha dato la precedenza alle sue ambizioni, accorgendosi troppo tardi di quanto esse siano però effimere. Forse solo Paolo, insegnante di liceo, che è riuscito a mantenere in tutti quegli anni la sua integrità, è soddisfatto di ciò che è diventato e di ciò che si è guadagnato rimanendo sempre fedele a sé stesso.
Il film è quindi uno spaccato di vita quotidiana in cui tutti possiamo ritrovarci, e i dialoghi sono molto numerosi, talvolta anche troppo.
Roma è la città in cui tutto si svolge, caratterizzata bene sia quando si torna indietro nel tempo, sia negli anni moderni: è un luogo sempre in movimento, frenetico, iconico.
La fontana di Trevi diventa il simbolo del ritorno alla spensieratezza adolescenziale, dato che Riccardo e Gemma, in un impeto di pazzia, vi si butteranno dentro a tarda notte, cercando di trascinare dentro anche un alquanto ormai serio Paolo, che infatti si rifiuterà.
E’ un Muccino romantico, quello che potete vedere in questo film, che si è avvalso di attori di grande esperienza,seppur il più credibile risulti essere Kim Rossi Stuart che interpreta Paolo, mentre Gemma talvolta è interpretata troppo banalmente.
Il film comunque coinvolge, seppur tirato molto alla lunga e con alcune mancanze di sceneggiatura, ma Muccino riesce sempre a caricare di enorme emotività ogni suo lavoro, mettendoci le sue esperienze di vita, sicuramente anche strettamente personali,e ciò lo si nota dalla differente maturità che ha ogni suo film, segno indiscusso che Muccino cresce così come i suoi personaggi, e vuole quindi insegnarci ciò che lui ha imparato sulla propria pelle.
E cosa ci insegna allora? Che l’amicizia è forte,fortissima, e può superare tante difficoltà.I tre amici,alla fine del film,infatti, torneranno ad essere uniti.
Che la vita è imprevedibile, e che non si può sfuggire al proprio destino, anche se il suo finale sta nella nostra volontà.Che la ruota prima o poi gira per tutti,nel bene e nel male, e che l’amore e il perdono sono i cardini della nostra esistenza.

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