Gli auguri a Woody Allen che oggi compie ottantacinque anni

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di Annalisa Bugliani – Nato a Brooklyn il primo giorno di Dicembre del 1935, Woody Allen, lo scrittore, comico e prolifico regista che ha stravolto la narrativa cinematografica, compie oggi ottantacinque anni.

A noi piace, proprio oggi, parlare di lui attraverso poche ma significative pennellate che ci arrivano dal grande regista mediante la piacevolissima lettura di WOODY ALLEN- A PROPOSITO DI NIENTE: la sua autobiografia, data alle stampe pochi mesi fa, dove affiorano, attraverso la parte sensoriale, i ricordi, le emozioni e le considerazioni di una vita.

L’ultima fatica letteraria di Allan Stewart Konigsberg è pubblicata e distribuita in Italia dala casa editrice La nave di Teseo.

Allen raccoglie in questo libro le sue memorie come un susseguirsi di tanti piccoli piani sequenza, in modo apparentemente confusionale, ma pienamente sincero.

Si tratta di un testo in cui il regista racconta la sua storia senza compiacimenti, con il suo solito aspro cinismo ricco di ironia, di guizzi geniali e di analitica nostalgia.

Facendo leva sulla sua comicità innata, Woody Allen, visionario specializzato in complicate relazioni di coppia, affronta l’amore per le donne e le sue ripercussioni.

La narrativa è sottile, spesso cinica, ma pur sempre elegante affonda come uno speleologo nelle più estreme pieghe della psiche umana.

Presentandolo, la linguetta di copertina del suo libro, racconta che Allen “Ha iniziato la sua carriera nello spettacolo a sedici anni, e ha continuato a scrivere per la radio, la televisione, il teatro, il cinema e il New Yorker. Ha lasciato la stanza dello scrittore per diventare comico nei locali notturni e, da allora, un regista…”

Woody ammette di essere paranoico sin dalla nascita, solitario di natura e confessa di essere sempre stato ossessionato dal genere femminile.

Allen descrive anche in una forma palpabile e brillante la famiglia d’origine: quando tutti vivevano insieme nel quartiere ebraico di Brooklyn; ammette il suo rapporto noioso e sprezzante nei confronti della scuola e dei professori incompetenti; descrive la sua passione per il cinema e come fosse un frequentatore inarrestabile fin da bambino nella sala cinema del nonno; descrive quanto sia stato affascinato dalla magia che, con la scusa di praticare e sperimentare i suoi nuovi trucchi, gli concedeva il lusso di potersi isolare da tutti e da tutto.

Il regista sprigiona amore e ammirazione per suo padre che riusciva sempre a cavarsela con i suoi tanti lavori precari e ricorda che fu proprio il padre a portarlo per primo, alla tenera età di 6/7 anni, a scoprire la sua tanto amata Manhattan: la stessa che ci ha descritto per anni nei suoi film. Così emergono i ricordi dei teatri, dei cinema, delle scorpacciate nei ristoranti e gli aperitivi nei bar, le mille luci e le donne bellissime…
Woody intenerisce e diverte quando racconta la figura paterna. “Purtroppo, – scrive – anche se mia madre era un genitore molto migliore, più onesto, responsabile e maturo rispetto a quel donnaiolo dalla morale discutibile che era mio padre, era lui quello a cui volevo più bene”.
Ovviamente il nostro regista affronta il legame profondo con le donne della sua famiglia e con gli amori della sua vita: donne forti che stima a cui dedica questo libro, sorella, cugina, zia, moglie e madre… Quest’ultima secondo lui somigliante a Groucho Marx: ”Era fedele, amorevole e gentile ma, diciamolo, non era una gran bellezza. Quando anni dopo ho detto che mia madre assomigliava a Groucho Marx, tutti hanno pensato che scherzassi […] Mamma aveva cinque sorelle, una più brutta dell’altra e lei verosimilmente le batteva tutte. Lasciatemelo dire. La teoria freudiana secondo cui noi uomini desideriamo inconsciamente uccidere nostro padre e sposare nostra madre casca miseramente nel caso della mia genitrice”.
Non è possibile, infine, non annotare come il regista descriva in maniera diretta e dissacrante il suo mestiere:”Noi Filmmaker – afferma – ne sappiamo quasi zero. Non si trattta di una scienza esatta, e ogni film è una nuova esperienza con problemi specifici. Fai appello alla tua intelligenza e alla tua esperienza, per quello che serve, ma soprattutto ti affidi all’istinto. Almeno gli artisti sono pieni di insicurezze e sanno di non sapere nulla. la maggior parte di quelli che maneggiano soldi non sanno niente, non hanno alcun istinto, ma spesso credono di saperne addirittura più degli artisti.”
Alla sua ammirevole età Allen dimostra comunque e sempre di più di essere un uomo capace di non avere paura a mostrare i propri fantasmi e a raccontare se stesso anche negli aspetti più fragili ed umani: impossibile non riconoscere a lui lo straordinario e unico talento di saper mettere tutti di noi di fronte allo specchio dei nostri limiti, dei nostri bisogni, delle nostre incoerenze e delle nostre pulsioni inconfessabili.

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