Happening per l’anniversario de “L’Infinito”

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di Vasco Ferretti – DIECI GIORNI DI EVENTI E 300 LETTORI PER IL RITORNO DI LEOPARDI A PISA.
Per celebrare i duecento anni dell’Infinito la città di Pisa, che a Giacomo Leopardi apparve, a differenza di Firenze, “viva e aperta al mondo”, dedica una molteplicità di eventi che si concluderanno il 28 giugno all’interno del chiostro del Palazzo della Normale. In tale giornata clou alcune centinai di cittadini-lettori daranno voce ai Canti e alle Operette morali mentre il gruppo musicale Campos campionerà in diretta le voci trasformandole in suoni e intersecandole con immagini proiettate con un algoritmo che renderà la visione lirica leopardiana fruibile in chiave contemporanea.
A Palazzo Roncioni Adriano Prosperi e Roberto Bazzanti, leggendo un’operetta del 1824, hanno interpretato i dialoghi tra Ercole e Atlante nei quali Leopardi esprime la sua pessimistica visione sulle illusioni progressive di una società, quella del suo tempo, ma potremmo dire anche quella in cui oggi viviamo, svuotata di senso ideale e morale perché sempre più ripiegata su se stessa tra pressappochismo e ignoranza. Dal 24 al 27 giugno sarà la volta di un ciclo di interpretazioni di poesie preferite da alcuni dei maggiori studiosi italiani del poeta di Recanati dai Canti.
Alla Ghibellina di Borgo Stretto, lunedì 24 giugno due docenti di letterata italiana della Scuola Normale di Pisa come Stefano Carrai e Francesca Fedi racconteranno rispettivamente Il sabato del villaggio e la Palionodia. Si prosegue l’indomani nella Sala degli Stemmi della Normale con la lectio magistralis di Luigi Blasucci sull’Infinito, la lirica di Giacomo Leopardi che oggi compie i suoi primi duecento anni da quando fu scritta.
Il 26 giugno alla Domus Mazziniana sarà la volta dei professori Antonio Prete e Corrado Bologna chiamati a esporre il “pessimismo cosmico” come pensiero dominante del geniale filosofo e poeta di Recanati. Seguirà poi venerdì 27 alla Libreria del Lungarno di Pisa con la presentazione a dell’edizione illustrata dell’Infinito pubblicata da Einaudi ragazzi e con Marco Somà invitatao a dimostrare come si disegna una poesia.
In una delle tante rievocazioni,m Adriano Prosperi ha ricordato che Pisa “per Leopardi è stata molto importante giacché è qui che il poeta ritrova il suo cuore antico ed è qui che scrive la poesia A Silvia. Era una città che gli appariva viva, animata e aperta al mondo proprio perché ai suoi tempi la vedeva ospitare stranieri da ogni dove, intellettuali e bottegai che parlavano in vernacolo ma anche intellettuali, come Fucini, che parlavano in vernacolo e poi incontri e feste a non finire”.
“Era una città, la Pisa della prima metà dell’Ottocento che affascinava l’anima romantica dei tedeschi e degli inglesi, metà città e metà campagna, il cui fascino del silenzio di dannunziana memoria rimane ancora oggi, sia pure in lontananza, stante le radicali trasformazioni che, in senso peggiorativo, sono intervenute da allora in poi. Le tracce di affetto lasciate qui da Leopardi si ritroveranno poi nelle feste che accolsero la sorella Paolina decise di tornare alloggiando all’Hotel Vittoria dove è ancora conservato il suo appartamento”

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