“Ibrahim Mahama e Temitayo Ogunbiyi: molteplici storie di arte e tecnologia” la conferenza online sul sito e sui social del museo Madre

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I due grandi collage fotografici Red Rivers Garden of Eden del celebre artista ghanese, che saranno presentati da marzo al museo, sono stati realizzati durante una residenza nell’ottobre-novembre scorso. Essi mettono in relazione la storia industriale del sito Italsider di Bagnoli con il più ampio progetto di Mahama “Parliament of Ghosts” che considera come la promessa utopica di tecnologie e infrastrutture fallite del passato possa essere riattivata nel presente. Il progetto di Mahama a Napoli, curato da Kathryn Weir e Gianluca Riccio, si svolge nell’ambito di ‘Art-Ethics’, una collaborazione ideata nel 2019 da Laura Valente (allora presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee) e Sebastiano Maffettone, direttore dell’Osservatorio Ethos / Luiss Business School. L’installazione di Ogunbiyi attualmente in mostra al Madre Giocherai nel quotidiano,correndo/You will play the everyday, running 2020, è stata commissionata ad aprile 2020 da Weir e prodotta a distanza tra Lagos e Napoli durante il blocco italiano dovuto alla pandemia di Covid. Attualmente sta producendo un’estensione del progetto in cui una costellazione di elementi scultorei diventerà uno strumento musicale che potrà essere suonato dal pubblico. Dice l’artista: “Mi sono rivolta alla musica come tecnologia malleabile e reliquia sottovalutata della conoscenza. Ho voluto anche rispondere alla performance di Miriam Makeba del 9 novembre 2008 a Castel Volturno, che non è lontano da Napoli. Il 18 settembre dello stesso anno in questa città erano stati massacrati giovani del Ghana, della Libia, del Togo e della Liberia e la grande musicista li ha onorati con questo suo ultimo concerto”.

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