Il Ministro Franceschini sblocca la soglia di valore per esportare opere d’arte

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Il decreto 31 luglio 2020 n. 367 firmato dal ministro Dario Franceschini ha abrogato il precedente decreto Bonissoli e consente, con una semplice autocertificazione, l’uscita definitiva dall’Italia di lavori di autori scomparsi realizzati da oltre 70 anni e che hanno un valore inferiore a 13.500.
Con questo atto non sarà più necessario ottenere un attestato di libera circolazione per l’uscita definitiva di opere con le caratterische sopra descritte.
Il decreto ha anche fissato al 31 dicembre 2020 il termine entro il quale le tre Direzioni generali interessate dovranno procedere all’adozione delle specifiche tecniche necessarie per la attivazione del passaporto elettronico.
L’autocertificazione dovrà essere compilata secondo i Modelli E 1 (per i beni artistici) ed E2 (per i beni librari), allegati al Decreto 17 maggio 2018 n. 246; questi modelli dovranno essere integrati nel SUE (Sistema informativo degli Uffici Esportazione).
Non sono comprese in questi casi i reperti archeologici, le parti di monumenti, i manoscritti o gli incunaboli.
In questo modo viene semplificato e agevolato il lavoro degli antiquari italiani che possono proporre sul web oggetti, anche di decorazione, con prezzi ragionati potendo accedere a un mercato più ampio.
La determinazione della soglia allegerisce il lavoro degli uffici esportazione del ministero.
Questa scelta attribuisce agli operatori del settore la responsabilità della dichiarazione così come già avviene in altri paesi europei dove, tra l’altro, i tetti di valore sono assai più elevati.
Se tutto funzionerà come auspicato molti passaggi saranno più semplificati e meno faragginosi.

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