Il mondo pastorale della Garfagnana nelle foto di Giovanni Nardini

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di Veronica Ferretti – È stato presentato da pochi giorni a Villa Argentina il nuovo libro fotografico di Giovanni Nardini “Il mondo di Elia e Luigi”, edito dalla casa editrice Pezzini di Viareggio e realizzato grazie al contributo della Fondazione Banco del Monte di Lucca e “Photo Si” di Riccardo Corfini.

I protagonisti di questa ultima opera di Nardini sono due pastori che abitano a Villa Soreggio, punto estremo della Garfagnana, una terra caratterizzata da pareti rocciose imponenti, aspre e brulle ma anche da prati e da boschi.

Elia lavora la terra: coltiva foraggi, patate, raccoglie castagne e le porta al mercato e poi al mulino, accudisce, inoltre, il suo gregge con amore.

Luigi ha sempre fatto il pastore come il padre. Ha tagliato il fieno, ha munto le pecore, ha fatto il formaggio. Pratica la transumanza, a maggio porta il suo gregge su in alto all’Alpe dove trascorre i mesi finché non cade la prima neve.

Una serie di 80 fotografie in bianco in nero, percorse da brividi espressionistici di luce sulfurea e purgata da possibili reminiscenze auliche, ci fanno scoprire un mondo anti-idilliaco; una civiltà contadina con i suoi ritmi, le sue tradizioni e il perenne rituale di gesti quotidiani che si perpetuano da una generazione all’altra.

L’occhio fotografico di Nardini si presta ad un’indagine socio – antropologica; il volto di un paesaggio severo che rispecchia le miserie e le fatiche, i drammi delle popolazioni legate al destino della terra in cui sono nati.

La cornice naturale con i ritmi imposti dalle stagioni, dove i due fratelli pastori fanno da testimoni, non può non suscitare sentimenti contraddittori di attrazione o repulsione a seconda che la si ponga a confronto con gli ambienti frenetici ed inquinati della vita urbana o all’opposto con l’estremo isolamento che composta una vita siffatta.

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