In morte della poesia e dei poeti

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di Vasco Ferretti

Dopo gli epigrammi già dedicati a Leopardi, Shelley e Lorca, oggi propongo quelli che evocano la vita di altri grandi poeti la cui scomparsa ha una ricorrenza comune nel prossimo mese di novembre e cioè: Ezra Pound, 1 novembre (1975), Pier Paolo Pasolini, 2 novembre (1975), Georg Trakl 3 novembre (1914) e Arthur Rimbaud 10 novembre (1891).

Ezra Pound

A Rapallo son salito sulla nave

con il grande Ezra Pound

che la cinica America ha giudicato

criminale fascista

da rinchiudere a vita in ospedale

psichiatrico. “Non odio l’America” disse

agli sgherri del Disciplinary Center

di Pisa, la città dei Cantos.

A Coltano, campo di prigionia,

sotto il sole cocente e nella gabbia

di detenzione aggiunse: “Se un uomo

non affronta pericoli per le sue idee

o lui è una nullità

o sono quelle a non valere niente”.

 

 

Pier Paolo Pasolini

 

Girovagando notte dopo notte

nel dissoluto suburbio romano

Pier Paolo Pasolini, l’osteggiato

poeta delle Ceneri di Gramsci,

dall’Idroscalo d’Ostia

non fece più ritorno: Lapidato

da quei sicari macchiati di Petrolio

finì intriso di sangue e abbandonato.

 

 

Georg Trakl

 

Consumato dalla guerra e dalla droga

nel suo sguardo balenava una speranza

di salvezza possibile. Ma ignorava

che la purezza perduta è irredimibile.

Georg Trakl, il tragico poeta

della finis Austriae morì suicida

per overdose senza lasciar traccia

nell’ospedale psichiatrico a Cracovia

“nella notte senza stelle che abbraccia

i guerrieri morenti”.

 

Arthur Rimbaud

 

La poesia non può impedire niente

del male che pervade il mondo

e la nostra tormentata coscienza-

Guarda Isabelle nel porto di Marsiglia

in cerca di Rimbaud, del suo amato fratello

di ritorno da Harar nell’Abissinia

con una gamba in preda alla cancrena.

Una Seison en Enfer

consumata nel fuoco del deserto.

Ah, come infuriano al morir della luce

le vite dei poeti maledetti !

In nessun luogo per essi c’é salvezza.

Forse nell’amore, forse nella purezza.

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