Intervista all’attore Saverio Deodato, figlio di due grandi icone del cinema italiano

0

di MARIA STELLA REGÉ – Regista e attore, Saverio Deodato all’età di 47 anni ha raggiunto quella stabilità emotiva che si conquista solo attraverso l’esperienza e la sofferenza, seppur permanga in lui un pizzico di sana follia che ogni artista ha e deve avere nel DNA.
Figlio d’arte, cresce sul set tra icone del cinema :a quattro anni la prima apparizione in uno spot pubblicitario, inserito nell’ambiente da un padre che lo condiziona fortemente, Ruggero Deodato, noto al grande pubblico soprattutto per i suoi film di genere horror. Una figura, per Saverio, molto dura e una madre attrice, Silvia Dionisio,dolce e bellissima, con cui però avrà un distacco definitivo in tarda adolescenza.
Un rapporto dunque conflittuale con i genitori, che crea sofferenza in Saverio,una sofferenza che solo la passione per il teatro e il cinema può esorcizzare, la stessa passione che lo porta oggi a lavorare ancora,seppur con sacrificio,in tale ambito artistico.Tra i suoi ultimi progetti in qualità di regista, troviamo una web serie.Ormai le web series stanno prendendo sempre più piede in un mondo dove lo streaming spesso sostituisce la televisione e spesso anche il cinema.
Le web series sono sempre più in crescita, quale credi che sia il loro punto di forza?
Hanno più immediatezza, il minutaggio è più breve e quindi sono più fruibili. Inoltre vengono introdotti come attori gli idoli di ragazzi di una fascia d’età molto giovane, che è poi il pubblico che sta sempre davanti al cellulare o al computer.
Per quanto mi riguarda a me importa comunicare,che sia cinema o web serie è uguale.
Tu sei il regista anche di web series, ma nella vita di tutti i giorni, ti definisci più artista o regista?
La regia è come fare un figlio, è come creare vita. Non ho mai avuto figli ma mi sento come se fossi un padre. Per quanto riguarda l’insegnamento e quindi la recitazione, cerco di trasmettere quello che ho imparato e continuo ad imparare,è un modo per rimanere vivo in base a quello che dici agli altri,diventando così eterno.
Hai sempre avuto un rapporto di amore e odio con la tua famiglia,quanto credi essa abbia poi influito sulla scelta del lavoro che hai scelto di fare?
Ha influito sulla passione,sono cresciuto su un set,per me era normale stare al telefono con Fellini o andare al cinema con Tarantino a vedere film di mio padre,Cannibal Holocaust: ricordo che rimase con gli occhi socchiusi per tutta la durata del film, perché era impressionato. Mio padre mi ha preso a calci in culo per non farmi fare questo lavoro,infatti ho preso una laurea in legge ma non ho continuato.Sapeva che era un lavoro difficile,vivi nell’incertezza totale.Io non impedirei a mio figlio di farlo ma testerei la sua passione.Ogni giorno che mi sveglio mi pento,guardo le bollette,mi rimbocco le maniche e vado avanti,non avendo stipendio fisso lavoro tutti i giorni quindi anche sabato e domenica. Ma ho voluto fare l’attore anche perché ero incazzato con mio padre perché con me era duro,avevo quindi bisogno di esprimermi attraverso la recitazione.Ho dovuto lottare per poterlo fare,volevo tirare fuori la rabbia.Perdonato me,mio padre,ho incominciato a sentire il desiderio di creare cinema, di dare voce a chi non ce l’ha,di partorire amore.
Gli attori sono spesso persone difficili, molto emotive,e talvolta egocentriche, che faticano ad avere una vita privata,perché,come molti artisti,tendono a concentrare la propria energia nella ricerca del successo.
La mia vita privata è difficile perché ho un pessimo carattere ma anche perché gli artisti hanno troppa passione,vogliono ricevere stimoli continui e se gli altri non te li danno, te li crei tu. Per essere un buono artista devi avere una persona straordinaria accanto o stare solo.Io ho sempre trovato persone folli ma ora cerco un rapporto normale.
Cosa consigli a chi vuole intraprendere la carriera attoriale?
Consiglio di non farlo.Vuoi fare un lavoro che, come la donna più amata al mondo,ti farà impazzire? Non guadagnerai? Sarai sotto critica,al centro dell’attenzione negativa? Non ti pagano,non hai malattia né pensione.E’ come se ti chiedessi perché vuoi stare con una persona che ami tanto?Per amore.Bisogna avere amore per questo mestiere.o è vero amore o è follia totale.Si è in un momento in cui la concorrenza è spietata,all’epoca di mio padre che era un allievo di Rossellini, il cinema era d’elitè.Solo se eri colto,preparato,avevi accesso a certi circuiti. Ora basta un telefonino,basta aver fatto una trasmissione,avere folllowers su instagram e puoi facilmente approdare alla recitazione. Un conto è fare una fiction un conto è fare l’attore,reinventarsi,proprio perché è più facile arrivarci è più difficile rimanerci.
Attori si nasce o si diventa?
Attori si nasce,non si diventa. L’insegnante cerca di capire se lo sei, cerca di tirarti fuori il tuo vestito,il tuo talento.E’ necessario qualcuno che ti scopra e tiri fuori ciò che hai.La migliore scuola di recitazione però rimane la strada.

No comments