La 58° Biennale di Venezia si aprirà l’11 maggio all’insegna del “May You Live interesting times”

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58a BIENNALE DI VENEZIA PER UN’ARTE CHE AIUTI A VEDERE E PENSARE LA REALTA’ IN MODO CRITICO.
La 58esima Biennale d’arte di Venezia accoglierà quest’anno 90 partecipazioni nazionali, con 4 new entry (Algeria, Ghana, Madagascar e Pakistan), 79 artisti che presenteranno ciascuno due lavori diversi (a riprova della necessità, anche per gli stessi autori, di considerare punti di vista differenti) 21 eventi collaterali e due progetti speciali che vedranno protagoniste Ludovica Carbotta e Marysia Lawendowska. Questo per quanto riguarda la partecipazione numerica alla kermesse curata stavolta da Ralph Rugoff, direttore artistico americano stimato dagli addetti ai lavori e vicino agli artisti ai quali ha chiesto “ opere che abbiano diverse chiavi di lettura affinché possano entrare in contatto con il grande pubblico”.

Rugoff, che dice di ispirarsi all’ “Opera Aperta” di Umberto Eco, sostiene che la selezione delle opere ha privilegiato “artisti che mettono in discussione le categorie di pensiero esistenti e ci aprono ad una nuova lettura di oggetti, immagini, gesti e situazioni in modo da osservare la realtà da più punti di vista tenendo in considerazione nozioni apparentemente contraddittorie e incompatibili. Questo perché l’arte – in una società come quella attuale, complessa ma anche insidiata da fake-news e disinformazione – “può indagare cose di cui non siamo già a conoscenza ed esercitare una funzione sociale che includa sia il piacere che il pensiero critico”.

A tale scopo la Mostra di quest’anno, secondo il presidente Paolo Baratta e il curatore Ralph Rugoff, vuol sottolineare l’idea che il significato delle opere d’arte non risiede tanto negli oggetti esposti quanto nelle conversazioni prima tra l’artista e l’opera che realizza, poi tra l’opera d’arte e il pubblico e infine tra pubblici diversi. Ciò che conta è come il pubblico possa servirsi dell’esperienza della mostra per guardare la realtà quotidiana da punti di vista più ampi e, con rinnovate energie, per mettere in discussione le ragioni del nostro consueto pensare per categorie.

A ciò concorreranno le opere di artisti di diversa formazione fra quanti si ispirano a un’estetica minimalista come Jimmy Durham con assemblaggi di oggetti poveri combinati in forme simboliche oppure con le sculture di Baghramian, Kang, Bove, Darling, Epaminonda, Hein, Lolis, Moulèn, Nabuqi, Rico, Smith e Strachan. Più dissacranti appaiono, invece, le installazioni di Bader, Hamilton, Beloufa, Carbotta, Mkanga, Jamie, Kdyrova Serapinas,Ursuta e Peng-You mentre l’utilizzo di tessuti e ricami unisce le ricerche di Birken, Tatars, Trockel, Upson, Wertheim e Xiuzhen.

Non mancano poi artisti interessati a tematiche socio-politiche che denunciano violenze e sfruttamento delle minoranze come Hamdam, Altindere, Bucher, Halawani, Margolles, Jafa, Kahlil, Katayama, Muholi e Lehulere oppure di quanti sono interessati al rapporto con lo spazio sia architettonico che sociale. Si tratta di artisti già affermati sulla scena internazionale che rispondono al nome di Gonzales-Foerster, Lee-Bul, Saraceno, Dahn-Vo mentre la generazione cosiddetta post-internet è rappresentata da giovani quali Catala, Cheng, Da Corte, Atkins, Singer e Rafman.

Completano il novero dei presenti alla mostra altri artisti che si esprimono mediante la fotografia, i video e la musica mentre la pittura è rappresentata da Michael Armitage, Njideka Crosby, Nicole Eisenman, Jiulie Mehretu, Ad Minoliti, Mulleady, Ulrike Muller, George Condo ed Henry Taylor. La 58ma Biennale d’Arte di Venezia aprirà i battenti l’11 maggio e resterà aperta fino al 24 di novembre 2019.

Veronica Ferretti

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