La morte di Arturo Di Modica

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di Annalisa Bugliani –  Arturo Di Modica, si è spento questa notte a Vittoria, dove era nato ottanta anni fa,  da anni lottava contro un male incurabile.

La notizia è stata diffusa da alcuni suoi amici, Giuseppe Raffa, Pedagogista dell’Azienda sanitaria locale di Ragusa, e Bruno Giordano, magistrato presso la Corte di Cassazione.

Il famoso scultore, malgrado la malattia, aveva continuato a lavorare al suo grande sogno: una coppia di cavalli in bronzo da 40 metri da piazzare sul fiume Ippari, proprio nella sua città.

Di questa sua opera è riuscito a portare a termine il “prototipo” da 8 metri.

Arturo Di Modica era noto in tutto il mondo per il suo “Charging bull”: il Toro ringhiante di Wall Street, uno dei monumenti più amati e visitati di New York. L’enorme statua in bronzo da tre tonnellate e mezzo e costata all’artista 350 mila dollari, nacque come installazione abusiva e venne posizionata dove ancora oggi si trova, senza alcun permesso, davanti alla Borsa di Wall Street, nella notte del 16 dicembre del 1989.

In un primo tentativo l’artista aveva installato il Toro nello spazio antistante la New York Stock Exchange, la borsa di New York. Ma i dirigenti della Borsa che non avevano commissionato l’opera la fecero rimuovere, e questa fu subito rilocato in un angolo del triangolo verde del Bowling Green proprio all’inizio di Broadway. La scultura è ora affidata al New York City Department of Parks and Recreation che l’ha collocata nei pressi del Bowling Green Park.

La storia del Toro di bronzo è stata ricordata pochi giorni fa dallo stesso Arturo Di Modica sulle pagine di Repubblica Palermo: «Era un periodo di crisi la Borsa di New York aveva perso in una notte più del venti per cento e tanta gente era piombata nella depressione più nera. Con qualche amico cominciai a chiedermi cosa potevo fare io per la “mia” città. Sì, certo, sono di Vittoria, ma se vivi più di 40 anni a New York non puoi non sentirla anche tua. E allora mi venne in mente di scolpire un toro, l’immagine della Borsa che cresce: doveva essere uno scherzo, una provocazione. E invece è diventata una cosa maledettamente seria. Mi hanno detto che, dopo la Statua della Libertà, il Charging Bull di Bowling Green, a due passi dal tempio della finanza mondiale, è il monumento più visitato a New York. Ha superato persino l’Empire State Building».

Nel 1960, all’età di diciannove anni, Di Modica si era trasferito dalla Sicilia a Firenze per frequentare la Scuola Libera di Nudo pressol’Accademia di Belle Arti. A Firenze nel 1962 aveva aperto il suo primo studio d’arte dove aveva realizzato sculture in bronzo e altri metalli, ma anche sculture in marmo di Carrara.

Nel 1973 si trasferì  a New York dove aprì uno studio in Crosby Street nel quartiere di Soho.

Se quella del “Charging Bull” fu la provocazione più clamorosa ed eclatante di Di Modica, non si deve dimenticare che già in precedenza lo sculture ragusano si era fatto notare per le sue provocazioni artistiche. Una delle più note fu quando nel 1977, Di Modica, decise di lasciare per strada tutte le sue sculture, 60 tonnellate di marmo tra Soho e il Rockfeller Center.

Nel maggio 2010 Di Modica ha installato a Shangai, con un palese richiamo al dinamismo dell’economia cinese,  il Bund Bull, una scultura delle stesse dimensioni del Charging Bull ma raffigurante un toro più giovane.

Come già detto Di Modica stava lavorando alla realizzazione di un’opera monumentale denominata i Cavalli dell’Ippari che intendeva collocare nella Valle dell’Ippari presso Vittoria. L’opera avrebbe dovuto raffigurare una coppia di cavalli, alti oltre 27 metri, colti nell’atto di impennarsi, l’uno di fronte all’altro, formando in tal modo un gigantesco arco. L’opera, se realizzata, sarebbe stata la più grande scultura bronzea esistente inItalia e, forse, in tutta l’Europa.

 

 

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