La più grande opera di Land Art al mondo. Alberto Burri e il Grande Cretto di Gibellina

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di Veronica Ferretti – La tragica ‘ferita’ provocata dal terremoto che nel lontano 1968 causò la completa distruzione della città di Gibellina, ricomposta nell’artistico ‘sudario’ di cemento con il quale Alberto Burri l’ha trasformata nella più grande opera di Land Art al mondo, torna a proporsi al MAG, Museo Alto Garda, con il tema “La ferita della bellezza”.
La mostra itinerante a cura di Massimo Recalcati con il coordinamento scientifico di Alessandro Sarteanesi, prodotta e realizzata da Magonza editore in collaborazione con il MART Museo di Trento e Rovereto, sarà visibile al MAG dal 22 giugno al 3 novembre di quest’anno.
Partendo dal grande Cretto, l’esposizione di Riva del Garda presenta un’ampia selezione di lavori esemplari letti in relazione alla ‘poetica della ferita’ che, secondo la suggestiva interpretazione di Massimo Recalcati, attraversa l’intera opera del grande maestro di Città di Castello, ora operando strappi, crettature e lacerazioni proprio come una ferita, ora infliggendo su una materia debole e inconsistente come la plastica, materia, bruciature e combustioni che sembrano ‘l’ustione della vita e della morte’.

Ad arricchire la bellezza di questa esposizione sul Grande Cretto intervengono le belle fotografie in bianco e nero realizzate nel 2011 e nel 2018 da Aurelio Amendola che, da amico di Burri, ha per anni raccolto originali e interessanti immagini sulle opere e l’intero processo creativo del maestro, mentre Petra Noordkamp dal canto suo presenta il video sul Cretto di Gibellina da lei realizzato nel 2015 per il Guggenheim Museum di New York in occasione della retrospettiva ‘The Trauma of Painting’ in onore di Alberto Burri.
Nella mostra, patrocinata dalle Fondazioni Palazzo Albizzini e Orestiadi, Collezione Burri, Regione Sicilia e Comune di Gibellina, la lettura proposta da Recalcati si estende anche ad opere uniche dell’artista, veri e propri capolavori, come ‘Sacco e Oro’ del 1956 (photo Sarteanesi), ‘Sacchi’, ‘Catrami’ , ‘Plastiche’ e ad una selezione di opere grafiche.
Per la circostanza, la casa editrice Magonza ha, infine, realizzato un bel volume stampato in carta pregiata e in grande formato che, con un nuovo testo di Massimo Recalcati, interventi di Aldo Iori e Gianfranco Maraniello, raccoglie testimonianze e altre ricerche inedite su Alberto Burri, la sua opera e il Grande Cretto di Gibellina.

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