LA VERITÀ DI MICHELANGELO PISTOLETTO DALLO SPECCHIO AL TERZO PARADISO

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di Annalisa Bugliani – Al Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona dal 30 maggio al 26 settembre 2021 vengono esposte oltre 40 opere di Michelangelo Pistoletto: dipinti, Quadri specchianti, installazioni e rare immagini d’archivio realizzate dal 1958 al 2021. Si tratta della più esauriente personale dell’artista, mai realizzata in Svizzera, dal titolo significativo La Verità di Michelangelo Pistoletto. Dallo Specchio al Terzo Paradiso.
La rassegna, a cura di Mara Folini e Alberto Fiz, realizzata in collaborazione con Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, analizza le fasi creative dell’artista, dalla nascita ed evoluzione dei Quadri specchianti, al rinnovato contesto linguistico del movimento dell’Arte Povera, con opere come La Venere degli stracci del 1967, il Muro di mattoni del 1968, le iconiche installazioni degli anni Sessanta, tra cui Labirinto in cartone ondulato del 1969.
A seguire si possono vedere le azioni collettive e teatrali della metà degli anni Sessanta, rievocate attraverso una serie di video e rari materiali fotografici. In mostra anche la Sfera di giornali, che ripropone un lavoro storico appartenente alla serie degli Oggetti in meno.
Un’intera sezione è dedicata a Segno Arte, altra fondamentale ricerca di Pistoletto e con alcune installazioni recenti di particolare significato come il Tempo del giudizio (2009), che rappresenta idealmente un tempio in cui le quattro grandi religioni – Cristianesimo, Buddismo, Islamismo, Ebraismo – sono indotte a riflettere su se stesse ponendosi di fronte allo specchio.

La rassegna mostra inoltre Love Difference – Mar Mediterraneo: opera presentata nel 2003 alla Biennale di Venezia quando Pistoletto ha vinto il Leone d’Oro alla Carriera per rappresentare un movimento che unisce l’universalità dell’arte all’idea di transnazionalità politica.
Sempre del 2003 è il manifesto del Terzo Paradiso che vuole indicare il profondo cambiamento a cui deve andare incontro l’intera società sviluppando un percorso di trasformazione responsabile.
Le grandi fotografie delle installazioni del Terzo Paradiso sono state esposte sulla Piramide del Louvre (2013), nelle acque di fronte all’Avana (2014), nel Parco del Palazzo delle Nazioni a Ginevra (2015), sul logo della missione della Stazione Spaziale Internazionale nel 2017, nei parchi di Monte Verità e del Museo Castello San Materno.
Chiude idealmente il percorso Metrocubo d’infinito (1966), opera che pone l’intelligenza dell’uomo al centro della riflessione.
Quella di Ascona – spiega il curatore Alberto Fiz – è una rassegna esaustiva che consente di analizzare in maniera approfondita l’intero iter creativo di Pistoletto, tra i maggiori protagonisti della ricerca artistica internazionale dagli anni sessanta a oggi. Pistoletto ha radicalmente trasformato il rapporto con l’opera d’arte che, grazie alla sua indagine, si pone come principio relazionale dove il significato non sta nella cosa in sé, bensì nel passaggio tra le cose. E tutto ciò in base ad una prospettiva multipla, dinamica ed espansiva che assorbe la dimensione temporale come accadimento che si modifica nel momento stesso in cui si produce“.

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