L’abisso di Davide Enia alle Scuderie Granducali di Palazzo Mediceo a Seravezza

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Teatro: L’Abisso, il testo capolavoro di Davide Enia in scena giovedì 14 febbraio 2019 al teatro delle Scuderie Granducali

Elisabetta Salvatori, direttore artistico del teatro delle Scuderie Granducali, non esita a definirlo un capolavoro. “L’Abisso” di Davide Enia, in scena giovedì 14 febbraio (ore 21:15) a Seravezza, è uno dei testi più toccanti e urgenti del teatro di narrazione contemporaneo. Di quelli che di rado si ha la fortuna di ascoltare dalla viva voce dell’autore. Il racconto di uno sbarco sull’isola di Lampedusa: uno di quei drammatici frammenti di quotidianità che spesso ignoriamo, ma che sono forti abbastanza da cambiare il corso della nostra Storia.

Scrittore apprezzato in Italia e all’estero – ma anche autore, regista e attore di teatro – Davide Enia trae lo spettacolo dal suo romanzo “Appunti per un naufragio”, edito da Sellerio, Premio Mondello 2018. “A partire da una forte esperienza, dal toccare con mano la disumana tragedia degli sbarchi”, si legge nella presentazione dell’opera “Enia dà voce ai volontari, agli amici d’infanzia, alle testimonianze dei ragazzi che approdano miracolosamente sull’isola. E mette a nudo le conseguenze emotive di questa realtà toccante e sconcertante, soprattutto nel rapporto con il padre, medico da poco in pensione, che accetta di recarsi con lui a Lampedusa. Ritrovarsi assieme a testimoniare il dolore pubblico di quelli che approdano e di coloro che li salvano dalla morte, accanto a quello privato della malattia dello zio, li spinge a reinventare un rapporto, a forgiare un nuovo e inedito dialogo che si sostituisce ai silenzi del passato”. «Il primo sbarco l’ho visto a Lampedusa», racconta Enia. «A guadagnare la terra erano in tantissimi, ragazzini e bambine per lo più. Stravolti, stanchissimi, confusi, erano 523 persone sottratte alla morte in mare aperto. Con me c’era mio padre quel giorno. Assistemmo insieme a qualcosa di smisurato: era la Storia ciò che stava accadendo davanti ai nostri occhi. La Storia che si studia nei libri e che riempie le pellicole di film e documentari. La Storia che anima i dibattiti e determina il corso degli eventi. Vederla accadere mi aveva lasciato completamente senza parole».

Lampedusa come metafora di un naufragio, personale e collettivo. La messa in scena fonde diversi registri e linguaggi teatrali: gli antichi canti dei pescatori, intonati lungo le rotte tra Sicilia e Africa, e la nobile arte dei cantastorie palermitani – il Cunto – «spostando l’elemento epico dallo scontro tra i paladini a un nuovo campo di battaglia: il mare aperto, quando il salvataggio è una questione di secondi, le manovre sono al limite dell’azzardo, la velocità di scelta determina tutto quanto», spiega Enia, che per l’allestimento dello spettacolo si è avvalso della collaborazione del chitarrista e compositore Giulio Barocchieri.

I biglietti per lo spettacolo si acquistano mercoledì e giovedì dalle 10 alle 13 presso la segreteria della Fondazione Terre Medicee (Palazzo Mediceo di Seravezza, telefono 0584 756046, e-mail segreteria@terremedicee.it) oppure online e nei punti vendita del circuito www.vivaticket.it. Se ancora disponibili, potranno essere acquistati anche giovedì sera a partire dalle ore 20:30 direttamente al botteghino delle Scuderie Granducali.

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