L’arte di leggere la Valdinievole che un secolo fa era terra lucchese

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di Veronica Ferretti – La Valdinievole, che fino al 1928 era territorio della provincia di Lucca, è stata studiata in un convegno al Palazzo Pretorio di Buggiano sotto l’aspetto della sua peculiarità urbanistica che da due secoli a questa parte l’hanno resa , come già scriveva Omero Baldasseroni nel 1784, “una quasi continuata città”.

Un territorio con molti pregi ma anche con non poche contraddizioni privo di progettualità urbanistica nel quale l’equilibrio tra presenza umana e paesaggio è gravemente compromesso tra pianura con troppi abitanti e attività e colline in abbandono.

Nel secolo scorso, soprattutto dopo la fine della seconda guerra mondiale, lo viluppo delle infrastrutture, degli insediamenti abitativi e produttivi è stato così intenso da marginalizzare progressivamente, sotto l’aspetto economico e demografico, la zona collinare urbanizzando in modo convulso e non pianificato larga parte della pianura dalle sponde del padule di Fucecchio alle prime pendici collinari.

I diversi contributi di studio storico e di ricerca urbanistica presentati al convegno sul tema dello sviluppo urbano e del governo del territorio della Valdinievole – che nella sua estensione storica va da Montecarlo di Lucca alle pendici del Montalbano nella terra di Leonardo a Vinci -sono stati pubblicati nel volume “Una quasi continuata città. Urbanistica e governo del territorio in Valdinievole dal Medioevo al Novecento” cura di Rossano Pazzagli e Filiberto Segatto nella collana storica edita dal Comune di Buggiano che data ormai da molte decine di anni da quando venne avviata per iniziativa del professor Cuturri.

 

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