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Le sculture di carta di LI HONGBO in “A Tribute to the Classics”

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di Annalisa Bugliani – Prosegue fino al prossimo 9 giugno presso la Galleria di Arte Contemporanea Flora Bigai di Pietrasanta la mostre delle opere di Li Hongbo “A Tribute to the Classic”.
Li Hongbo è nato in Cina nel 1974 e si è formato dal unto di vista artistico alla Central Academy of Fine Arts di Pechino, oggi è noto in tutto il mondo per le sue sculture di carta.
Le sue opere sono state esposte in tutto il mondo ricevendo un sempre più crescente apprezzamento.
“L’ispirazione per il mio lavoro – spiega Li Hongbo – deriva da un gioco che ho usato spesso: una “zucca di carta”, una pila unitaria di carta sottile che può cambiare in una varietà di forme diverse. Con questo impatto visivo, potevo immaginare una moltitudine di linguaggi diversi da esprimere attraverso la carta: dal concreto all’astratto, dal tangibile all’invisibile, dal controllo alla forma libera, o viceversa. La continuità della carta diventa quindi un elemento importante per l’espressione del linguaggio. Le pieghe del materiale e le sue ondulazioni, in alto e in basso, ci regalano una serie di immagini imprevedibili.”
Per realizzare le sue opere l’artista cinese costruisce blocchi assemblando migliaia di starti di fogli di carta. I blocchi vengono poi lavorati con una sega per legno e una smerigliatrice angolare e infine rifinito con carta vetrata.
La peculiarità di queste opere è che non sono pensate cme statiche e definitive, ma hanno la possibilità di modificare la loro figura e di passare da un’immagine dfiguartiva ad una dimensione completamente astratta.
Questo nuovo linguaggio artistico ha consentito a Li Hongbo di attuare una scultura trasformativa e dinamica che non perde comunque la capacità di raggiungere alte vette di estetica e purezza rappresentativa.
L’esposizione è corredata da un eccellente catalogo che, tra le altre, presnta anche la prestigiosa firma di Luca Beatrice.
Il critico piemontese esalta, nella sua analisi, la capacità di innovazione e l’uso delle nuove conoscenze tecnologie che consentono a LI Hongbo di rivisitare e sfidare i grandi classici della scultura sfruttando il vantaggio che deriva dall’uso di una materia “malleabile, facile da trasportare, dinamica e plastica nell’assumere le forme più diverse” una materia che fa della sua “instabilità una forza.
Nelle opere di Li, aggiunge Beatrice “La precarietà diventa estetica” in una sfida, quella di Li Hongbo, che “risulta ancora più intelligente e provocatoria.”

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