L’uomo che rubò Banksy di Marco Proserpio

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di Annalisa Bugliani –  In uscita prossimamente e in anteprima nazionale il 26 Novembre al Film Festival di Torino,  il film documentario “L’uomo che rubò Banksy” diretto da Marco Proserpio già presentato all’ultima edizione del Tribeca Film Festival di New York.
Il film sarà visibile al pubblico nelle sale italiane dall’11 Dicembre 2018.
“Una gestazione molto lunga e un’esecuzione durata anni – racconta il produttore Filippo Perfido – Una volta iniziata la lavorazione non avremmo mai potuto prevedere dove saremmo potuti arrivare. Il materiale girato veniva inviato al team di Banksy volta per volta, Marco è andato avanti senza mai essere stato autorizzato ma senza neanche essere mai bloccato, stile Banksy.”
L’uomo che ha rubato Banksy è colui che pensò di tagliare il pezzo di muro su cui, a Betlemme, lo street artist aveva disegnato un militare israeliano che controlla i documenti di un asino e di metterlo all’asta su ebay!
Il film è inoltre un’esplicita denuncia sulla barriera alzata tra il confine israeliano e la famosa Striscia di Gaza, un muro alto tre volte di più di quello di Berlino.
Bansky stesso nel 2007 dichiarò e auspicò pubblicamente il desiderio che quel muro venisse abbattuto il prima possibile.
Il 2007 è lo stesso anno in cui il team di Banksy, avvistato anche Robert Del Naja dei Massive Attack, presunto Banksy, ideò e realizzò con una squadra di circa quindici street artist: inglesi, americani e anche due italiani, tra questi anche l’artista marchigiano Blu, i famosi murales in Israele.
La popolazione israeliana si divise in due nel giudizio sull’opera di Banksy tra coloro che contestavano l’intervento e le dichiarazioni dell’artista e coloro che invece lessero queste opere murales come una grande attrattiva turistica internazionale.

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