Mikayel Ohanjanyan: “Շեմը Ակունք է” (La Soglia è La Sorgente)

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di Annalisa Bugliani – Mikayel Ohanjanyan lavora da diversi anni in Italia.
Da tempo le sue opere scultoree sono riconosciute a livello internazionale come elementi di arte contemporanea di straordinario interesse.
Mikayel Ohanjanyan è nato a Yerevan in Armenia, nel 1976, dove ha frequentato prima il P.
Terlemezyan College of Fine Arts poi la Yerevan State Academy of Fine Arts, nel 2000 si è trasferito
in Italia per laurearsi, nel 2005, presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze.
Vive e lavora nel capoluogo toscano.
È membro dell’Associazione Art for the World Europa (Ginevra), dell’International Association des
Arts Plastiques – UNESCO (Parigi) e dell’Unione degli Artisti.
Sue opere si trovano presso la Cappella del Pontificio Collegio della Chiesa di Santa Chiara dei
Francesi e la Cappella del Pontificio Collegio San Roberto Bellarmino (Roma, Città del Vaticano),
presso la Fondazione Henraux (Querceta, Pisa), la Collezione Targetti Light Art (Firenze), il Museo
Microcollection (Brescia), la Kunstverein di Neustadt an der Weinstraße (Neustadt an der
Weinstraße, Germania), il Museo Dantesco di Ravenna (Ravenna), il Comune di Pavia (Pavia),
nonché in collezioni private in Armenia, Italia, Francia, Germania, Canada, Olanda, Belgio, Stati
Uniti.

Dei suoi ultimi lavori lui, entrando nei dettagli del processo creativo, spiega: “Per la realizzazione della mia opera, il materiale scelto è il basalto, una pietra lavica, che come tutte le rocce nate dalla trasformazione dell’energia, nasconde dentro di sé il tempo dell’Universo, come un libro ermeticamente chiuso, in attesa dell’apertura e della lettura. L’opera è composta da nove pezzi di basalto grigio, derivati dal taglio di un unico blocco informe, la cui superficie è attraversata da cavi di acciaio arrugginiti che lo avvolgono, creando dei solchi profondi, come per sigillare l’integrità della pietra.
Il blocco “chiuso” viene tagliato in due, di cui una parte rimane integra, mentre la seconda viene tagliata a metà, poi la metà della metà e ancora quella successiva fino ad avere nove pezzi.
Tutti i nove elementi vengono disposti a spirale di circa 120 cm di diametro su un piedistallo bianco, partendo dal pezzo più grande.
I frammenti delle superfici esterne tracciate dai pezzi di cavi ossidati al visitatore suggeriscono che tutti fanno parte dell’Uno, dalla stessa Origine, mentre i lati tagliati, quelli che hanno separato ciascun pezzo dall’altro, annunciano delle Aperture, delle Soglie, sulle cui superfici levigate ci sia la scritta : “La Soglia è La Sorgente”, tradotta in Armeno, come per invitare il visitatore ad un viaggio riflessivo, ad una lettura delle Soglie-Speranze, infinite, socchiuse nello stesso Uno.”

Mikayel cita una frase di Frank Kafka tratta dai Diari del grande scrittore: “Questa è la natura della Magia che non crea, ma chiama” e così commenta: “Mi piace a questo punto richiamare questa citazione e ritrovare nella mia opera quel percorso di speranza, verso una Luce, che alimenta e genera, tendendo all’infinito che l’artista cerca e a cui sempre aspira.
Sin da bambino ho avuto una visione che si ripete spesso e mi porta, nel mio immaginario, a volare in una dimensione atemporale e buia, rincorrendo un punto di Luce ad una velocità altissima, tale da sembrare fermo. Questa velocità è percepita da me soltanto dal fischio che ogni tanto arriva alle mie orecchie e, ogni volta che supero me stesso, mi accorgo che la Luce si allontana sempre di più’, portandomi ancora a perfezionare il mio viaggio.
Riflettendo sulla mia esperienza verso la Speranza, in modo essenziale la definirei come il Movimento mirato verso una Soglia o una Porta, che a sua volta innesca un altro Movimento e cosi all’infinito.
E proprio il desiderio e la speranza di realizzare un obiettivo, pur senza certezze, genera in me un’azione, carica di fede e di fiducia, di passione fino al sacrificio, di forza e costanza, di curiosità e umiltà per imparare, le uniche possibili vie per arrivarci.
La mia Speranza è, quindi, una Soglia, una Sorgente, come nell’antico proverbio tedesco “Die Schwelle ist die Quelle” (La Soglia è la Sorgente), titolo scelto anche per la mia opera.
Il mio progetto nasce anche in contrasto con il concetto di Speranza, che avverto in gran parte della società odierna, una speranza passiva, rassegnata e in attesa dell’azione di un altro, una speranza non vissuta e forse non creduta veramente. Mi auguro che questo mio progetto possa stimolare la riflessione e creare quel Movimento di cui ho parlato.”

Per Ohanjanyan la speranza è “il Movimento mirato verso una Soglia o una Porta, che a sua volta innesca un altro Movimento e cosi all’infinito.
La Speranza, quindi, per me è il Movimento dinamico, l’Azione, è la scintilla della Vita, direi è la Vita stessa, è il bambino, è l’albero appena cresciuto, è il Motus animi continuus.”
Di conseguenza la sua arte e le sue opere rappresentano “la Speranza come il Movimento infinito creato da una sequenza di nove Soglie / Porte. Il numero 9 non è casuale, in quanto lo stesso numero incarna il movimento a spirale e la creazione.
Nell’opera la divisione del blocco in vari elementi non è un atto di frantumazione o di separazione. Al contrario esprime un desiderio di riflessione interiore che si rispecchia all’esterno. È uno “sfogliare” le infinite pagine dell’Uno, è una Speranza che attraversa da una Soglia all’altra. È una Speranza consapevole e serena, è una Libera-Azione tra il macro e il micro.”

Le nuove opere dell’artista armeno sono esposte al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze.
“Sempre ho creduto – dice – che tutte le creazioni nella storia dell’umanità’, quelle che hanno lasciato e lasciano un segno forte, indipendentemente dal loro linguaggio, dalle soluzioni estetiche, dal tempo e dal luogo dove sono state create, queste meraviglie appartengono alla stessa vibrazione spaziale e sono in realtà dei simboli, delle Soglie, delle Porte, che ci permettono di penetrare in altre dimensioni.
Credo che il fulcro del mio progetto, il concetto delle Soglie, sia un sottile suggerimento al visitatore per porre l’attenzione ai capolavori del Museo non come Opere d’Arte in sé, “oggetti” belli realizzati in modo virtuoso, ma come delle Porte, come Visioni e Passaggi da varcare, come un po’ l’intero Universo e ogni singola Stella, come l’intera Umanità e ogni singolo individuo.”

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