Oggi presentiamo la fotografa Paola Petroni

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Oggi inauguriamo con Paola Petroni, che ringraziamo,  una nuova rubrica dedicata alla fotografia.
Ormai possiamo parlare di fotografia d’arte come parliamo di pittura e di scultura. L’immagine fotografica è considerata da gran parte dei critici al pari delle discipline pittoriche, nonostante l’evidente differenza caratteristica. Negli ultimi anni le quotazioni dei maestri internazionali, come quelle degli artisti emergenti sono andate alle stelle. Il panorama si è allargato ed è stato rivoluzionato dall’avvento del digitale che ha moltiplicato in maniera esponenziale le possibilità di ogni artista.”

Paola Petroni

Paola Petroni:
“Il mio legame con la Fotografia è nato qualche anno fa per un imprecisato desiderio di cogliere immagini, particolari o situazioni che mi emozionavano e suscitavano in me l’aspirazione ad esprimermi senza usare le parole. E’ un legame cui ho dato il tempo di crescere, coltivandolo con cura. E diventato forte come gli amori destinati a durare.
Una fotografia coglie un attimo e lo restituisce alla dimensione del per sempre, è metafora mutevole e cangiante: racconta del modo di osservare il mondo di chi la scatta, ma restituisce ogni volta anche all’osservatore emozioni, ricordi, evocazioni che gli appartengono. E credo sia proprio nel potere, un po’ inafferrabile e misterioso, che definirei magico, che risiede il fascino che esercitano su di me le fotografie che osservo e che scatto.
Non ho al momento un genere preferito, mi interessano le situazioni o i particolari che mi capita d’osservare nella quotidianità. Sopra ogni cosa, fotografare per me significa appagare il bisogno di trovare un senso poetico in ciò che ci circonda, una ricerca che mi è indispensabile per render più lieve il cammino nell’epoca complessa e faticosa in cui viviamo.

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