Otto Dicembre, l’Immacolata Concezione. Maria, madre e donna nella storia dell’arte.

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di Annalisa Bugliani –

L’Annunciazione della Immacolata Concezione è stata rappresentata nell’arte, nella pittura in particolare, attraverso innumerevoli opere. Non è nostra intenzione oggi ripercorrere quasi due millenni di storia dell’arte, ma più umilmente dedicare un piccolo omaggio a questo momento, così evocativo e sconvolgente per il Cristianesimo, attraverso poche immagini di opere d’arte che ne hanno affrontato la sua rappresentazione iconografica.

Questa è la più antica immagine di Annunciazione che è giunta a noi. Si tratta di un affresco sulla volta di un cubicolo nella catacomba di Priscilla (prima metà del III secolo d.C.). In questo affresco Maria e l’Arcangelo Gabriele appaiono con vesti della tradizione romana: tunica e pallio. Maria, senza velo e con i capelli sciolti, che sono segno di verginità, ascolta seduta sopra uno scranno mentre Gabriele ha gesto da oratore.

L’Angelo annunciante e la Vergine annunciata di Giotto, databili al 1303-1305) fanno parte del ciclo della Cappella degli Scrovegni a Padova. Si tratta di un doppio affresco situato sull’arco di trionfo presso l’altare.
Maria e Gabriele sono posti di fronte, entrambi inginocchiati. In Giotto Maria assume, rispetto al passato, maggiore forza e drammaticità: essa è consapevole e non sorpresa da quanto le sta capitando.


L’affresco dell’Annunciazione di Piero della Francesca si trova nella cappella maggiore della basilica di San Francesco ad Arezzo ed è databile tra il 1452 e il 1458. Qui l’angelo annunciatore si inchina di fronte a Maria che, in questo caso sorpresa, ma non inconsapevole, visto che tiene nella mano sinistra il libro delle Sacre Scritture, socchiude gli occhi in un estremo atto di meditazione.

Non possiamo dimenticare in questa breve rassegna l’Annunciazione di Plautilla Nelli (Firenze 1524-1588): un olio su tavola che è conservato a Firenze, presso i Musei Civici Fiorentini.
Plautilla Nelli è anche autrice di una Ultima cena: l’unica opera conosciuta al mondo con questo tema dipinta da una artista donna in epoca non moderna, oggi nel complesso di Santa Maria Novella.

Segnaliamo, inoltre, l’Annunciazione di Caravaggio (1609 circa) che è custodito nel Musée des Beaux-Arts di Nancy. Anche in questa folgorante opera Caravaggio non smentisce se stesso e rivoluziona tutta la scena classica, statica e metafisica, per creare un’azione di una drammatica e sconvolgente dinamicità. L’Arcangelo è ancora in volo, è di spalle all’osservatore e Maria, più piccola nella dinamica della prospettiva, è inchinata di fronte a Gabriele che sta planando su di lei.

Terminato il Barocco dell’Annunciazione nell’arte si perdono quasi le tracce se non per l’operazione del pittore inglese Dante Gabriel Rossetti che tra il 1849 e il 1850 propone nel sul “Ecce Ancilla Domini”, oggi conservato alla Tate Gallery di Londra, una Maria fanciulla collocata in un ambiente totalmente umano e quotidiano. In questo caso, quasi a rappresentare una maggiore difficoltà della donna ad accettare un “ruolo” deciso da altri, Maria appare non tanto sorpesa, ma infelice, restia, per niente accogliente. Siamo forse di fronte ad una donna contemporanea che comincia a pensare alla propria autonomia, alla propria indipendenza e ad un progetto di vita non deciso da altri.

La storia dell’arte contemporanea è comunque ancora ricca di richiami alla religione cristiana. Basti pensare a Gauguin, Munch, Ernst, Picasso, Guttuso, Matisse, fino ad Arcabas, ma vogliamo concludere questo nostro omaggio alla donna e madre Maria di Nazareth che nel corso dei millenni è stata rappresentata con costumi ed animi differenti, a seconda della sensibilità dei tempi, con un’opera che a nostro giudizio meglio rappresenta la madre di Cristo nel nostro tempo contemporaneo.
Questo dipinto di Salvator Dalì “La Madonna di Port Lligat” (1949-1950): una Madonna che concepisce con la propria mente, che non ha bisogno dell’Arcangelo Gabriele e forse neanche di Dio per essere sufficiente a se stessa, per attuare la missione che il destino le ha affidato, per decidere del suo futuro e della sua visione del mondo e dello spirito.

In copertina “L’Annunciazione” di Leonardo da Vinci, datata tra il 1472 e il 1475, conservata nella Galleria degli Uffizi di Firenze.

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