Peccati

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di Nicola Andreotti

Ridi d’ingenuità e taci di terrore,

nei tuoi occhi (vergini rocce lavorate dal vento)

mi perdo,

e penso al tuo esser vivace, d’una allegria giovane,

d’una incoscienza molesta, come il mio desiderio,

ah! La pace nel peccato vo’ cercando,

e m’abbandono a fantasie proibite, d’un amore mai nato,

d’un dolore mai vissuto,

come nella confusione cerco di trovarmi smarrito

ma la mia mente s’impone alta nel cielo,

così le mie parole si…. perdono tra le tue labbra,

labbra di rose,

che sbocciarono in una primavera assai meno crudele,

quando i ricordi non erano ancora,

e le illusioni erano già ricordi;

a questi pensieri m’abbandono.

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