Piero Manzoni: una mostra eclusiva al Museo del Novecento di Firenze

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di Ettore Neri – A Piero Manzoni, artista decisivo per la storia dell’arte contemporanea italiana e mondiale, il museo del Novecento dedica fino al 13 dicembre prossimo una mostra monografica di assoluta rilevanza.
Promossa da Comune di Firenze in collaborazione con la Fondazione Piero Manzoni di Milano, la mostra, che si inserisce nel ciclo espositivo “Solo” del Museo del Novecento, è ideata e ha la direzione artistica di Sergio Risaliti ed è curata da Gaspare Luigi Marcone.
Manzoni nato a Cremona nel 1933, ma di formazione milanese è sviluppato nella sua purtroppo rapidissima parabola umana e artistica ha ricercato con la sua peculiare visione dell’arte l’incontro tra infinito e finitofino a decretare nel 1962 che “la cosa più interessante sono le linee”.
“Il verificarsi di nuove condizione – scriveva l’artista nel 1960 -, il proporsi di nuovi problemi, comportano, colla necessità di nuove soluzioni, nuovi metodi, nuove misure: non ci si stacca dalla terra correndo a saltando: occorrono le ali; le modificazioni non bastano. La trasformazione deve essere integrale.”

La mostra espone i “concetti-oggetti” prodotti da Manzoni dal 1959 al 1962: “Le Linee” e tra queste “La linea di lunghezza infinita”, i “45 Corpi d’aria” e “Fiato d’artista” e inoltre le “Uova scultura”, le celeberrime “Merda d’artista”, le “Sculture viventi” e le “Tavole di accertamento”.

Manzoni è l’uomo che ha “inscatolato” una “Linea di lunghezza infinita” e la “Merda d’artista”: la più estrema delle sue provocazioni che rappresenta il culmine del suo ciclo di studi sul corporale-biologico-fisiologico. Era il 1961 quando l’artista realizzò le 90 scatole che vennero poi vendute a peso d’oro.
“Questa superficie indefinita (unicamente viva), – scriveva Manzoni nel 1960 – se nella contingenza materiale dell’opera non può essere infinita, e però senz’altro infinibile, ripetibile all’infinito, senza soluzione di continuità.”
E ancora “Una superficie bianca che è una superficie bianca e basta (una superficie incolore che è una superficie incolore) anzi meglio ancora, che è e basta: essere (e essere totale è puro divenire).”

Tra le opere esposte anche la monografia di Manzoni, pubblicata dopo la sua morte per un infarto nel 1963 a 29 anni, “Piero Manzoni life and works”.
Assolutamente da non perdere.

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