PISTOIA MOSTRA LE SUE ECCELLENZE ‘PETROCCHI’ COME FUCINA DI ARTISTI

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La città di Pistoia, dopo essere stata “capitale della cultura”, mette in mostra fino al prossimo 10 giugno le sue eccellenze artistiche rievocate dagli studenti della Scuola d’Arte Petrocchi che si sono ispirati al grandi artisti che hanno studiato o insegnato in quel prestigioso liceo, un laboratorio e fucina creativa che ha reso celebri in Italia e perfino a livello internazionale decine di pittori, scultori, stilisti della moda, maestri di design e di gioielleria. La direzione artistica dell’iniziativa, che nasce per festeggiare i primi 100 anni di attività dell’istituto d’arte fondato da Fabio Casanova, è della professoressa Anita Valentini.
Lungo un percorso espositivo che si snoda dalla Scuola, allo storico Palazzo comunale, alla sede della Fondazione Caript e al Battistero di piazza Duomo, gli studenti metteranno in mostra opere nate, secondo il genere, dal confronto con il grande Giovanni Michelucci e con Giovan Battista Bassi per l’architettura; Enrico Coveri e Remo Gordigiani per la moda; Roberto Barni, Giuseppe Gavazzi e Andrea Lippi per la pittura, la scultura e il restauro; Enrico Coveri e Remo Gordigiani per la moda; Aurelio Amendola per la fotografia e Sigfrido Bartolini per la grafica.
In collaborazione con lo stilista Yojiro Kake, sono stati presentati nella sede del liceo abiti di moda realizzati da studenti e studentesse. A sua volta il designer Roberto Casati ha mostrato tre delle sue opere in omaggio ad Aurelio Amendola e la stilista Maria Gaia Piccini ha esposto il gioiello da lei realizzato sulla base del progetto delle studentesse del Petrocchi vincitore del concorso indetto dalla nota designer fiorentina.
Passato e presente di una realtà artistica e culturale di profonda levatura creativa si sono, insomma, posti a confronto per dare un contributo e una continuità alla città di Pistoia che nell’arco del secolo di vita del ‘Petrocchi’ – oltre a dare i natali a Marino Marini – ha visto nascere e affermarsi ben due grandi ‘scuole artistiche’: dapprima quella di Giovanni Costetti, caposcuola di pittori e scultori come Pietro Bugiani, Andrea Lippi, Alfiero Cappellini e Renzo Agostini che a lui facevano riferimento e poi, nella seconda metà del Novecento, quella di Umberto Buscioni, Roberto Barni, Paolo Ruffiu e Adolfo Natalini.
Quella del ‘Petrocchi’ per Pistoia città d’arte è una occasione preziosa per presentarsi, durante questa prima decade di giugno, nella sua veste più autentica: come laboratorio, fucina creativa, come luogo di esperienze in cui il gesto artigianale e artistico produce opere d’ alta qualità e al tempo stesso offre alle nuove generazioni una occasione di studio e confronto tra il nuovo e l’antico, l’utilità e la bellezza generata dal produrre arte.

Veronica Ferretti

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