Ricorrenza del 27 agosto di 450 anni. Cosimo I Dè Medici Granduca di Toscana e promotore delle arti

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Di Veronica Ferretti – Cosimo I de’ Medici, di cui quest’anno ricorre l’anniversario dei 500 anni dalla nascita, fu duca di Firenze a soli 17 anni. Con la Bolla pontificia emessa dal Papa Pio V il 27 agosto 1569 diventò primo Granduca e padre della Toscana moderna intesa come Stato assoluto e indipendente. Nell’ambito delle celebrazioni che verranno promosse dalla Regione Toscana, coordinate dal presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, Cosimo I verrà anche ricordato come nel campo della cultura egli volle la costituzione dell’Accademia delle Arti e del Disegno (con testimone Michelangelo), la trasformazione di Palazzo Pitti in Reggia di Casa Medici (nel cui museo archeologico riunì la collezione d’arte etrusca), l’ampliamento di Palazzo Vecchio con il Salone dei Cinquecento e la costruzione del Corridoio Vasariano.

Pisa, con la costruzione dell’Arsenale e della fortezza della Cittadella, diventò la frontiera occidentale dello Stato mediceo. Qui Cosimo istituì il Collegio della Sapienza, la futura Scuola Normale e l’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano dando al Consolato del Mare piena autonomia.

Il figlio del condottiero Giovanni delle Bande Nere e di Maria Salviati, si rivelò autentico statista. Per garantire l’indipendenza della Toscana, finalmente unificata, dopo la resa di Siena, sotto il suo governo, promosse la nascita di nuove industrie come quella degli arazzi in concorrenza con le Fiandre, lo sfruttamento di miniere di ferro all’isola d’Elba, d’allume a Piombino, d’argento a Pietrasanta e del marmo a Carrara.

Con la Bolla pontifica firmata dal Papa Pio V, il 27 agosto 1569 Cosimo I de’ Medici ricevette il titolo di Magnus Dux Ethruriae. Scelta la corona reale ornata in fronte da un giglio rosso come insegna storica della Repubblica Fiorentina, attese a lungo la cerimonia per l’incoronazione che avvenne in Vaticano il 5 marzo dell’anno successivo.

Attraversate le vie di Roma tra due ali di cavalleria e il popolo in festa e accompagnato della Corte fiorentina in gran pompa, Cosimo I vi giunse vestito da una sottana di tela d’oro e da un mantello foderato di lupo con bavero d’ermellino adorno del collare del Tosone d’oro conferitogli anni prima dall’imperatore Carlo V.

Il Pontefice, dal canto suo, ignorò la presenza dell’ambasciatore imperiale – intenzionato a manifestare pubblicamente il dissenso di Carlo V circa la competenza papale di questa nomina – a tal punto che il diplomatico spagnolo si vide costretto ad abbandonare a testa bassa la sala tra i cardinali che assistevano Cosimo mentre questi, inginocchiato davanti al pontefice, pronunciava sui sacri Vangeli il giuramento di devozione e obbedienza.

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