Svelata dai vigili urbani di Roma l’identità di Geco, il writer più ricercato d’Europa. L’artista è stato denunciato.

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di Annalisa Bugliani – Il writer GECO sembrerebbe essere stato identificato dalla polizia municipale di Roma: l’uomo, una vera e propria “Primula Rossa” dei writers è considerato il “responsabile” di numerosi assalti ai palazzi di Lisbona e di altre città europee.
Nella notte tra il 7 e l’8 novembre sono stati gli agenti del Nad, il Nucleo Ambiente e Decoro della Polizia di Roma Capitale, che hanno segnalato all’autorità giudiziaria con l’accusa di atti vandalici Lorenzo Perris, 28 anni, individuato come il writer Geco: l’autore dei  ‘bombing’ su palazzi e architetture metropolitane di mezza Europa.

Nel suo appartamento di San Lorenzo a Roma gli agenti hanno trovato centinaia di bombolette spray, migliaia di adesivi, funi, estintori, corde, lucchetti, sei telefoni cellulari, computer, pennelli, rulli e secchi di vernice.
In passato Geco era stato denunciato da istituzioni e cittadini a causa dell’enorme quantità di graffiti, adesivi e tag a suo nome, sparsi su muri e palazzi di Lisbona, Atene, di diverse città spagnole e di Roma.

Geco aveva avuto anche una denuncia da parte dell’associazione romana Villa Pamphilj  per la salvaguardia e la tutela di villa Doria Pamphilj.
Geco, scrive di se in una intervista: “Sono un bomber, voglio diffondere il mio nome. Il mio obiettivo è averlo in così tanti posti da rendere impossibile non ricordarlo”.
Geco mette la sua firma in luoghi e ad altezze che sembrano impossibili da raggiungere senza farsi vedere, senza farsi acchiappare: numerose sono state le sue apparizioni e performance anche a Roma.
Le sue opera sono definite ‘heaven spot’ proprio perché riesce e dipingere e marchiare gli angoli più in vista dei palazzi e ad altezze incredibili. Nessuno fino ad ora ha capito la sua tecnica e i mezzi con i queli compie i suoi blitz.


L’ambizione smisurata di lasciare una traccia nelle grandi città d’Europa, di piazzare la sua firma ha spinto Geco a realizzare graffiti, sticker e adesivi e a diffonderli a centinaia in ogni luogo e sopra ogni cosa: cassonetti, muri, cartelli stradali, facciate, portoni, saracinesche e, come si diceva, su luoghi apparentemente inaccessibili, pericolosi.
Le sue sfide sono ad altissimo coefficiente di rischio e richiedono qualità tecniche e, probabilmente, fisiche eccezionali.

Alla fine la scritta GECO, particolarmente a Roma e Lisbona, è effettivamente diventata un marchio visto e riconosciuto da tutti perché diffuso in ogni luogo in migliaia di esemplari.
Chi non ha mai visto dal vivo o in foto ‘Geco ti mette le ali’ scritto in caratteri cubitali  e realizzato a grande altezza in via Magna Grecia a Roma?
Dunque sembrerebbe che ‘l’imprendibile Diabolik de noantri’ possa essere stato smascherato dalla polizia municipale di Roma!
Sarà vero?
Sarà lui?
Certo non potrà essere una fredda sentenza giudiziaria a stabilire se questa denuncia sarà la fine di un imbrattatore o la consacrazione di un ardimentoso e grande artista contemporaneo.

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