TEATRAMM, un nuovo festival di Teatro

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di ERICA KAMESE – Emiliano De Martino, attore, autore regista,  hai dato vita ad un Festival Teatrale “Teatramm” al Teatro Marconi che è in corso fino al 12 settembre?

– Si, è un festival che stiamo facendo al Teatro Marconi, di cui sono direttore artistico. É un vero e proprio concorso tra diverse compagnie, lo scopo principale è quello di rendere la gara un’occasione per creare sinergie lavorative. Verrà decretato il miglior spettacolo che vincerà l’inserimento nel cartellone teatrale del Teatro Marconi per la stagione 2019-2020.

– Dopo la terza serie de “La pallottola nel cuore” con il grande Gigi Proietti e le riprese di un film dal titolo “Passpartu” per la regia di Lucio Bastolla, quest’anno hai riportato in scena lo spettacolo con la tua regia “40 mq” in al Teatro dell’Angelo quest’anno.

Di cosa parla questa piece tetrale?

“40mq” è uno spettacolo che affronta tematiche molto attuali in maniera del tutto scanzonata e a tratti irriverente,un quarantenne bamboccione, la mamma di lui ( tipica mamma napoletana) super protettiva è un tantino invadente e una ragazza bellissima che entra nella vita di questo ragazzo per caso e la sconvolgerà. Il cast è composto da Toni Brundu ,Noemi Giangrande e Laura Sorel. Io mi sono occupato di testo e regia.

– Ti piace più dirigere o fare l’attore e recitare?

Io mi ritengo un attore che ha necessità di esprimersi e talvolta raccontare storie da me ideate e questo mi porta a scrivere e a dirigere.
E’ più un’esigenza di espressione che una decisione presa a tavolino … anche perché dò tutto me stesso ad ogni mia idea, ad ogni mio spettacolo. La fatica impiegata è quasi impossibile che mi venga ricompensata allo stesso modo, ma di sicuro è un investimento su me stesso, è esperienza che mi serve per strutturare la mia figura professionale. Devo confessare che mi piace molto stare dall’altra parte, non lo nego … per cui se pure una cosa non esclude l’altra questa fase della mia vita trova belle soddisfazioni nel non comparire direttamente come attore ma guidare il gruppo verso ciò che mi rappresenta.

 

 

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