Tenera Notte

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di Nicola Andreotti

Tenera notte,
voglio esser compagno ai tuoi misteri di tristezza
e nei sogni cullarti in un canto sommesso
che spira dalle stelle insino a me, cuore vagabondo,
sommerso tra i flutti del tuo oceano di silenzi.

Oh notte madre del buio,
e dei miei vuoti, maschere di dolore,
inganno astuto d’una mente logorata,
sottile confine dei miei desideri,
che s’impone come una melodia solenne;
marcia funebre della mia commozione.

Ah se solo le lacrime bagnassero la mia pelle!
se solcassero le mie gote come fiumi carsici,
antichi sentieri d’un eterno dolore.

Torna in te! Sii un freddo calcolatore
e misura i gradi della tua furente passione!

Tutto è infinito niente
dico io
tutto è infinito nulla,
in questo mondo dov’ogni agire umano
è un triste cembalo che tintinna.

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