Treasures from the Wreck of the Unbelievable: Damien Hirst alla Galleria Borghese di Roma

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 di Annalisa Bugliani – Un progetto che nasce da Treasures from the Wreck of the Unbelievable: il progetto esposto per la prima volta a Venezia nel 2017 a Palazzo Grassi e a Punta della Dogana.
Questa nuova mostra di Damien Hirst che, curata da Anna Coliva e Mario Codognato apre alla Galleria Borghese di Roma marted’ 8 giugno ed espone oltre 80 opere dalla serie Treasures from the Wreck of the Unbelievable. Le opre dell’artista  britannico affiancheranno i capolavori antichi: dalla statuaria romana classica, alla pittura italiana del Rinascimento e del Seicento, alle più importanti sculture di Bernini e Canova.
Le opere di Hirst comprendono sculture sia monumentali che di piccole dimensioni, realizzate in materiali come bronzo, marmo di Carrara e malachite.
La mostra comprende anche, per la prima volta in Italia, i dipinti di Hirst Colour Space che saranno presentati all’interno della collezione permanente, mentre la sua scultura monumentale, Hydra and Kali, sarà nello spazio esterno del Giardino Segreto dell’Uccelliera.
Le opere esaltano il desiderio di multiformita’ del suo fondatore, il Cardinale Scipione Borghese. La sua fantasia era stata di superare le categorie, non solo tra le arti, ma anche tra realta’ e finzione. La mostra presentera’ anche un gruppo di dipinti dalla serie di Hirst del 2016 intitolata Colour Space, che costituisce sia uno sviluppo degli Spot Paintings sia una rivisitazione della prima opera di quella serie in cui le macchie erano dipinte liberamente. Colour Space vede l’infiltrazione, nelle parole di Hirst, di “elementi umani”. Queste opere, dice l’artista, sono come “cellule al microscopio”. Esse fluttuano nello spazio, scontrandosi e fondendosi l’una nell’altra, con un senso di movimento che contraddice la stasi della tela.
Dal 1987 per Damien Hirst sono state organizzate in tutto il mondo oltre 90 mostre personali e più di 300 mostre collettive. Nel 2012 la Tate Modern di Londra ha presentato una grande retrospettiva sul suo lavoro in concomitanza con le Olimpiadi Culturali. Le mostre personali di Hirst includono, tra le altre, il Qatar Museums Authority, ALRIWAQ Doha (2013-2014); Palazzo Vecchio, Firenze (2010); l’Oceanographic Museum, Monaco (2010); il Rijksmuseum, Amsterdam (2008); l’Astrup Fearnley Museet fur Moderne Kunst, Oslo (2005); il Museo Archeologico Nazionale, Napoli (2004); Palazzo Grassi e Punta della Dogana a Venezia (2017). Nel 1995 vince il Turner Prize. Vive e lavora tra Londra, Devon e Gloucestershire.

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