Una mostra di Tridente e Valentini sulla solitudine dell’artista oggi

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di Veronica Ferretti – L’atto creativo dell’artista, che come pittore trae da sé stesso l’ispirazione a interpretare la realtà o che da fotografo la contempli e la rappresenti, implica una solitudine che Luca Tridente e Claudio Valentini ritengono sia ‘necessaria’ come recita il titolo della loro mostra, prossima all’inaugurazione negli Spazi Medina di via Poliziano a Roma, dove resterà aperta al pubblico dall’8 al 14 di novembre.

I due artisti hanno indagato il tema della solitudine come necessità da punti di vista contrapporti.

La solitudine di Luca Tridenti si esprime in forma del tutto interiore dove i riferimenti con il mondo reale appaiono come ombre figurative prive di coordinate spazio-temporali. Sono individui che nella loro solitudine possono trovarsi davanti alla necessità di una scelta come nell’opera ‘Il teschio e il Generale’ dove un militare, chiamato a una scelta tra vivere o morire, cercherà non solo di evitare in modo vitalistico quel simbolo di morte, ma continuare a vivere più coraggiosamente che mai.

Per Claudio Valentini, al contrario, la solitudine ha una dimensione contemplativa rivolta ad una realtà oggettiva dove tempo e luoghi sono ben definiti ed hanno una loro storia da raccontare ciò che è appena accaduto o cosa sta per accadere. Si veda, ad esempio, l’opera ‘Onde’ con la quale Valentini riesce a condensare in un unico fotogramma l’immagine statica di uno spazio-tempo in movimento seguendo una scansione narrativa nella quale l’acqua e il cielo diventano la costante del racconto.

 

“Una mostra – scrive la curatrice della mostra Giulia Bonetti – di due artisti, un pittore e un fotografo, che invitano ad essere con Luca Tridente protagonisti attivi della nostra solitudine e con Claudio Valentini osservatori attenti della realtà circostante in un paradigma di colori essenziali dal quale non possiamo fuggire e così, di fronte a noi stessi, la solitudine diventa necessaria”

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