Vanitas Vanitatum L’urlo della materia

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Oggi, 12 luglio, alle ore 19:00 nella splendida cornice della millenaria chiesa di San Cristoforo a Lucca, si inaugura la mostra “Vanitas Vanitatum. L’urlo della materia”, che vede protagonisti gli artisti: Bertozzi & Casoni, Gonçalo Mabunda e Francesco Lauretta.
La mostra curata da Alessandro Romanini riunisce gli artisti in un progetto concepito appositamente per aderire al genius loci dell’edificio che ospita la mostra, accomunati da una riflessione sull’attualizzazione contemporanea del
concetto di Vanitas e fragilità, attraverso un complesso di opere scultoree e pittoriche.
Le Vanitas – definizione tratta dal Libro dell’Ecclesiaste – il genere pittorico, che presentava nature morte con elementi simbolici allusivi della caducità dell’esistenza, ammonitori per l’effimera condizione umana, affermatisi in Olanda nel XVII sec., quando l’Europa era flagellata dalla peste e dalla Guerra dei Trent’anni, riletto in una chiave interculturale e multidisciplinare, attraverso oltre 30 opere plastiche e pittoriche.
Dai “Troni” di Goncalo Mabunda – protagonista del Padiglione del Mozambico alla Biennale di Venezia – simbolo della vacuità del potere, ricavati dalle armi smantellate della sanguinosa guerra civile che ha seminato morte per
oltre 10 anni nel suo paese, ai raffinati e inquietanti “still life” in ceramica di Bertozzi & Casoni per arrivare ai dipinti in forma di (auto)riflessione filosofica di Francesco Lauretta.
Mantengono uno stretto legame con la millenaria tradizione stilistica sub-sahariana e il valore rituale le sculture a foggia di trono di Goncalo Mabunda, divenendo simboli della zeitgeist e dell’odierno terrore per l’alterità.
La pittura è un percorso di ricerca filosofico e di riflessione sul ruolo dell’arte che coinvolge l’artista in prima persona per Francesco Lauretta, come testimoniano i suoi autoritratti esposti (esemplare “Autoritratto come San Girolamo Penitente”).
Per la coppia creativa Bertozzi & Casoni – eredi della secolare tradizione lavorativa della ceramica – l’estetica raffinata del materiale è veicolo e dispositivo per un complesso di articolate riflessioni; da quelle sulla situazione socio-politica (“Belpaese”), sulla dimensione edonistica e mitopoietica dell’arte (“”Clay island”) e della moda (“Dora”) fino a quelle legate alla società di massa e la corsa all’accumulo con le connesse conseguenze ambientali (Cestino della discordia”).
Per gli artisti in mostra, l’atto creativo è mezzo di riflessione ma soprattutto uno strumento di riscatto delle umane fragilità, che permette di vedere l’invisibile e (non) negare l’inevitabile.
Arte intesa come un percorso di sublimazione e camera di compensazione, nel quale il fallimento è l’elemento necessario al moto del pensiero, perché lo mina nelle sue certezze e lo potenzia, generando inquietudine e
divenendo così, il motore della conoscenza e dell’elevazione.
Mabunda, Bertozzi & Casoni e Lauretta, operano in un’accezione etica, utilizzando i mezzi espressivi plastici e pittorici, per ridare alle immagini il valore rituale e meditativo che le caratterizza sin dalle origini e che è andata perdendosi con l’avvento della pervasiva pioggia di immagini che caratterizza la nostra epoca iper-medializzata.
I materiali, dal metallo alla ceramica fino ai pigmenti della pittura divengono elementi portatori di un’identità, di un saper-fare e di una memoria collettiva, che “urlano” la volontà di riscatto.
Sono materiali “sublimati” e riconvertiti dalla loro funzione quelli utilizzati dagli artisti per realizzare le loro opere.
Dal metallo usato da Mabunda, originariamente destinato a una funzione mortifera, riconvertito in una dimensione estetica, alla pregiata ceramica di Bertozzi e Casoni che da raffinato elemento decorativo diviene riflessione urgente in forma visuale sulle derive edoniste della nostra società, per arrivare ai dipinti di Lauretta che stravolgono la finalità decorativa del medium, trasformandola in icona ammonitrice.
Opere d’arte e materiali, che dimostrano come la riflessione su tematiche esistenziali e legate allo zeitgeist, siano una necessità universale, che accomuna individui e artisti, travalicando le differenze geografiche, culturali, etniche, religiose e le diverse discipline artistiche.

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