Virtual Tour, la nuova frontiera dei Musei

0

di Annalisa Bugliani – Le restrizioni di accessi, movimenti, spostamenti legate alla pandemia da Covid19 e ai conseguenti lockdown hanno anche inciso molto, tra le altre cose, sulle nostre abitudini a frequentare l’arte e i musei.
Si pensi ad esempio al riflesso negativo che ha avuto le recente decisione dei Ministri Speranza e Franceschini di interrompere la felice esperienze degli accessi gratuiti in tutti i Musei d’Italia nelle prime domeniche di ogni mese.

La domenica passata, infatti, 4 ottobre 2020, a causa della recrudescenza del virus e dell’aumento del rischio e della preoccupazione di una nuova ondata di contagi e ricoveri l’accesso ai musei è tornato a pagamento e contingentato.
Appare ovvio evitare la formazione di assembramenti e, infatti, il provvedimento ha una sua ragion d’essere nel quadro delle misure di contenimento della pandemia per l’«evolversi della situazione epidemiologica a livello internazionale e il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia». Al momento non sappiamo quali decisioni verranno prese per la domenica 1 novembre e comunque una eventuale riapertura dovrà essere decisa dal Governo se la situazione sanitaria sarà migliorata.

Una risposta a questo problema grave, ma auspicabilmente contingente, ma anche un nuovo passo verso il futuro e l’uso delle nuove tecnologie digitali e comunicative è la creazione di una sezione virtuale e gratuita dei musei, cioè musei che possano essere integralmente visitati da remoto per mezzo di tutti gli strumenti audiovisivi informatici e smart.

Idea neanche tanto futuribile, ma attuale e contemporanea e già vivacemente descritta dal critico e curatore d’arte Francesco Bonami nel suo libro “POST – L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità sociale” edito nel 2019 e nel quale si avanza la prospettiva del “Pantofola Museum”.
Accadrà all’arte quello che è accaduto al calcio, al cinema e a tante altre forme di cultura e spettacolo? – si domanda Bonami – Nel senso che, grazie a intelligenze artificiali e virtualità, non dovremo più andare a fare la fila nei musei ma potremo goderci tutta la storia dell’arte dal divano di casa nostra con strumenti che saranno capaci di trasformare la nostra cucina nella Cappella degli Scrovegni di Giotto. Coloro che nei primi anni ottanta iniziarono a non andare più al cinema ma ad affittare le cassette per il loro Vhs furono definiti “couch museum”, patate da divano. Oggi se dovesse veramente diventare possibile visitare il Moma di New York rimanendo seduti sul nostro divano la definizione potrebbe essere “couch museum”, museo da divano.

Per capire meglio di cosa si tratta e quanto questa prospettiva sia già attuale abbiamo chiesto lumi a Leonardo Gasperetti unico membro italiano del gruppo Reality Capture Experts, che è una selezione internazionale di operatori del settore che opera nel mondo della riproduzione virtuale della realtà.

Gasperetti, recentemente, ha partecipato alla realizzazione di tour virtuali per la Fondazione Centro Matteucci per l’arte moderna di Viareggio realizzato e prodotto da Reiview Srl () e per La sala delle Dinastie e le Sale del Cinquecento Veneziano realizzato e prodotto dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze con la collaborazione di Opera Laboratori Fiorentini, di audio Guide Gestione Multiservizi e di Reiview Srl ().

“La tecnologia utilizzata per utilizzare il 3D Virtual Tour – spiega Gasperetti – si basa sulla scansione laser degli ambienti abbinata alla ripresa fotografica a 360°.
Oltre ad ottenere un tour virtuale, si ha anche un modello tridimensionale in scala 1:1 da cui si possono ricavare dimensioni e immagini fotografiche con prospettive infinite.”
In questo modo l’utente può godere di una esperienza immersiva negli ambienti ripresi e decidere dove orientarsi e dirigersi nel percorso interattivo.

Abbiamo poi chiesto a Leonardo Gasperetti cosa lo abbia colpito di più lavorando al tour virtuale delle Gallerie degli Uffizi.
“Chiaramente – ci ha risposto – sono rimasto affascinato dalla Venere dipinta da Tiziano e dai ritratti dei maggiori esponenti della famiglia dei Medici, cioè coloro che hanno reso Firenze quello che è. Aggiungo che aver potuto lavorare all’interno degli Uffizi in pieno lockdown è stata un’esperienza unica.”

No comments

Cosa si nasconde negli occhi della Gioconda?

L’affascinante teoria elaborata dall’Associazione storico culturale “Il Cuore di Bartolomeo” rappresentata nella conferenza dal titolo “Da Arpocrate a Leonardo: l’occhio ermetico del genio” La prima ...